Giorgia Meloni e la destra che fa sognare

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
6 gennaio 2014

foto di copertina giorgia meloni

Consigliere della Provincia di Roma, dirigente nazionale di “Azione Giovani” nel 2001( poi eletta presidentessa nel 2004), deputata a soli 29 anni nel 2006, anno in cui ha ricoperto la carica di vicepresidente  della Camera, la più giovane nella storia della Repubblica Italiana. Questa è solo una parte del lunghissimo curriculum politico che accompagna Giorgia Meloni, la “ragazza prodigio” del PdL. Ma l’apice della sua carriera politica è stato ricoprire la carica di Ministro della gioventù, tra il 2006 e il 2008, lavoro che ha svolto con serietà e prendendo sempre posizioni chiare e inequivocabili, come riguardo l’”emergenza droga” fra i giovani.

Le sue idee, le sue affermazioni e la sua coerenza nel trasmetterle fanno di lei il politico ideale per molti elettori del Centrodestra. Dai salotti dei Talk Show ai comizi elettorali, il suo stile di comportamento è caratterizzato da cortesia, tatto e affabilità; una sorta di “Savoir-faire politico”.  Questi e altri pregi fanno di lei un avversario politico con il quale è un piacere confrontarsi.

FOTO 1 GIORGIA MELONI

All’interno del PdL, tutto prosegue rose e fiori per Giorgia. Ma ad un certo punto, proprio quando gli elettori iniziano a capire che il futuro della destra poteva risiedere in politici come lei, con idee nuove, fresche e al profumo di democrazia, avviene lo strappo.  Verso la fine del Governo Monti infatti, durante il “periodo blu” del Popolo della Libertà, diversi parlamentari e attivisti si rendono conto che è giunto il momento che il Centro Destra abbia la possibilità di scegliere il proprio Leader. Tuttavia questo ideale di democrazia interna non riscuote molto successo nel partito.

“Se il PdL resta così  non trovo stimoli per rimanere. La nostra gente merita ben altro”. Il Risultato? Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale. Il partito, cappeggiato da Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto, è un partito che critica apertamente l’autoritarismo di Silvio Berlusconi e le vecchie idee politiche che ancora adesso riscuotono successo all’interno del PdL.

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E’ un partito che si ispira ai valori di Alleanza Nazionale, che non si sbilancia troppo nell’euroscetticismo (“di moda” ultimamente) e che rivendica posizioni classiche della destra occidentale.

Nel suo complesso Fratelli d’Italia, nonostante la presenza dell’eccentrico La Russa, sembra essere uno schieramento politico molto equilibrato.  Con la separazione di Alfano da Silvio Berlusconi, il partito ha chiarito subito la sua posizione, troncando di netto le speranze di chi fantasticava romantiche unioni politiche: “Noi siamo la terza via”, se Alfano e Berlusconi  “ci avessero ascoltato poco meno di un anno fa oggi il Centrodestra non si troverebbe in queste condizioni”. Quanti altri dissidenti dovranno esserci nel Centrodestra prima che si capisca che la democrazia interna di un partito è un requisito indispensabile?

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo