Fotografia

Giovanni Gastel: la donna, punto di partenza per un’analisi sociale

Alberto Pelucco
17 aprile 2013

Giovanni Gastel, Senza Titolo, 2008, Tiratura: 6, Fine-Art su carta Baritata, © Image Service per Giovanni Gastel

Il rapporto tra la figura femminile e un maestro dell’inquadratura come Giovanni Gastel: è questo il significato dei 40 scatti esposti allo spazio Ersel che ripercorrono la carriera di uno dei più prolifici fotografi pubblicitari degli ultimi trent’anni, attraverso l’evoluzione della sua concezione dell’universo femminile.
Giovanissime Naomi Campbell, Linda Evangelista o Lynn Kostner svestono per un attimo i panni delle top model, si travestono da donne qualsiasi, per raccontarci quale ruolo rivesta oggi la donna per Gastel.
Il tema è affrontato con un pizzico di quell’aristocratica ironia più spesso tipica dell’arte cinematografica che non di quella fotografica, ma caratterizzante i lavori del ritrattista milanese, nipote del regista Luchino Visconti.

Giovanni Gastel, Senza Titolo, 2008, Milano, 45×60, cornice: 63×78, Tiratura: 5, stampa: True Black Fine-Art Giclèe su Carta Baritata Silver Rag

Ecco dunque che le protagoniste sembrano recitare in un film, quasi dimentiche di essere davanti ad una macchina fotografica. Da modelle che erano, si fanno attrici. Emblematica a questo proposito la novella Leda, assisa su un cigno al centro di un palcoscenico, con il sipario che sembra essersi appena aperto o che non ha ancora finito di aprirsi.
A questa metamorfosi contribuiscono diversi fattori: l’armoniosa originalità di pose quasi dinamiche, l’illusione di movimento creata dall’incresparsi dei tessuti, l’intensità degli sguardi, che catturano l’attenzione dell’osservatore per tessere con lui un dialogo, una relazione.
Il tutto impreziosito dalla ricercata e suggestiva atmosfera in cui le modelle-attrici agiscono. Atmosfere surreali, oniriche, mitologiche la fanno da padrone in molti scatti, grazie all’intensità dei colori degli abiti, oppure al sempre magico effetto bianco-nero, o ad elementi aggiuntivi (pappagalli, scale).

Giovanni Gastel, Senza Titolo, 2008, Milano, 45×60, cornice: 63×78, Tiratura: 5, stampa: True Black Fine-Art Giclèe su Carta Baritata Silver Rag

Tuttavia, l’indagine del rapporto modella-Gastel apre implicitamente una porta su un’altra relazione: quella tra modella e mondo della moda. Sembra chiedersi Gastel: chi è il vero protagonista degli scatti che quotidianamente troviamo sulle più autorevoli riviste del mondo fashion? Le modelle? Le creazioni?
Di conseguenza, non sarebbe sbagliato inquadrare la mostra come un’analisi al contempo sociale, storica, psicologica e antropologica, che indaga come si siano evoluti costume e mentalità nell’ultimo secolo, partendo da un’epoca ormai lontana, simboleggiata da abiti scuri, sfarzosi e slancianti, acconciature elaborate stile Bell’Epoque e, ancora una volta, dal bianco e nero, che avvolge lo scatto in una dimensione a-temporale.

Giovanni Gastel, 1985, 60 x 80, tiratura: 6, Stampa: Fine-Art su carta Baritata, © Image Service per Giovanni Gastel

Un progetto davvero affascinante, che vede la fotografia uscire dai confini della sua tradizionale staticità per invadere quelli del dinamismo cinematografico, con le modelle in movimento, attrici di un immaginario spettacolo, che tuttavia non durerà molto. Giusto il tempo di un flash.

Alberto Pelucco

Giovanni Gastel – Eleganza e femminilità attraverso l’obiettivo”, a cura di Valerio Tazzetti e Paola Giubergia
Dal 6 marzo al 26 aprile 2013
Spazio Ersel, piazza Solferino, 11 – Torino
Web: www.ersel.it
Mail: info@ersel.it
Tel. 011.5520.111
Lunedì – venerdì ore 10 – 18
Ingresso libero

Giovanni Gastel, 2008, tiratura: 6, Stampa: Fine-Art su carta Baritata, © Image Service per Giovanni Gastel


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