Fotografia

Giulio Piscitelli racconta Harraga: il viaggio dei migranti allo spazio Forma Meravigli

Valentina Garola
1 marzo 2017

Mar Mediterraneo, aprile 2011. Oltre 100 migranti tunisini imbarcati dal porto di Zarzis attraversano lo stretto di Sicilia verso Lampedusa. ©Giulio Piscitelli/Contrasto

“Il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato, con grande gioia dei trafficanti di “immigrati illegali” e a dispetto di occasionali ed effimere ondate di orrore e indignazione provocate dalla vista di “emigranti economici” finiti soffocati o annegati nel vano tentativo di raggiungere la terra in grado di sfamarli.” – Zygmunt Bauman

L’immigrazione è senza dubbio uno dei temi più caldi dell’attualità. Proprio a questo fenomeno è dedicata Harraga”, la mostra personale di Giulio Piscitelli, vincitore del Premio Ponchielli, allestita nelle sale dello Spazio Forma Meravigli a Milano fino al 26 Marzo 2017  e organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Deserto del Sahara, confine tra Egitto, Libia e Sudan, maggio 2014.Un gruppo di profughi eritrei attraversa il deserto. ©Giulio Piscitelli/Contrasto

Harraga è il termine con cui, in dialetto marocchino e algerino, si definisce il migrante che viaggia senza documenti, che “brucia le frontiere” e in cui Giulio Piscitelli si è immedesimato, scegliendo di vivere in prima persona il viaggio della speranza che tantissimi migranti compiono ogni giorno partendo dall’Africa per poter approdare in Europa: il fotografo si è imbarcato sui barconi, condividendo con loro gioie e paure, sfinimenti e privazioni – tanto fisiche quanto emotive. Frutto di questo lungo e coraggioso progetto, iniziato nel 2010, sono le fotografie in mostra a Milano che documentano in un racconto crudo e drammatico ciò che sta accadendo proprio a due passi da casa nostra. Gli scatti di Piscitelli ci portano così nelle enclave spagnola di Melilla, nei viaggi sui barconi in direzione di  Lampedusa, nella tragica realtà quotidiana di chi viene selvaggiamente sfruttato a Castel Volturno e a Rosarno; assistiamo all’attraversamento del deserto dei profughi del Corno d’Africa, ai viaggi disperati di siriani, iracheni e afghani che ogni giorno approdano sulle isole greche nella speranza di raggiungere l’Europa.

Gerba, Tunisia, marzo 2011. Alcuni migranti tunisini sulla spiaggia dalla quale si
imbarcheranno per Lampedusa ©Giulio Piscitelli/Contrasto

Il percorso espositivo segue tre diversi momenti fondamentali del viaggio: parte dalle rotte africane verso l’Europa, passando per l’Italia e la Francia, fino ad arrivare ai percorsi attraverso i Balcani. In esposizione sarà poi presentato al pubblico per la prima volta un corpus di scatti inediti sulla guerra in Iraq e in particolare sulla liberazione dall’Isis della città di Mosul.

La mostra è accompagnata dal volume “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere”, edito da Contrasto.

 

Harraga
23 febbraio – 26 marzo 2017
Forma Meravigli, Via Meravigli 5, 20123 Milano
Orari: tutti i giorni dalle 11 alle 20; giovedì dalle 12 alle 23; lunedì e martedì chiuso


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