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Gli Stati Uniti attraggono sempre maggiori aperture

staff
1 agosto 2013

Emilio-Pucci-New-York

I luxury fashion brands internazionali hanno trovato l’America – nel vero senso della parola.

Ebbene sì, dopo anni in cui i marchi più prestigiosi hanno spostato la loro attenzione su Russia, Medio Oriente e Cina, il focus torna ora ad essere sugli Stati Uniti che si sono dimostrati un mercato incredibilmente dinamico negli ultimi due anni.

Per gruppi come LVMH e Kering (già PPR) nel 2012 il tasso di crescita negli USA è stato addirittura maggiore di quello registrato in Cina, una notizia del tutto inaspettata dopo anni di dominio pressoché indiscusso per il Paese della Grande Muraglia.

Ma anche il 2013 si preannuncia vitale con Bain & Co. che stima un aumento delle vendite del 5-7 % in America e del 6-8 % nella mainland China, contro uno striminzito 0-2 % in Europa.

Hermès, secondo quanto dichiarato da Robert Chavez alla Reuters, ha portato al 15% la quota di incidenza degli USA sul fatturato globale partendo da un 10% di appena cinque anni fa, trainato in particolar modo dalle vendite di abbigliamento e accessori per uomo.

Ma la strada che molti brand hanno cominciato a seguire è quella di andare oltre New York, Los Angeles e Miami e sbarcare in località dove sono molti i cosiddetti HENRYs – americani benestanti, anche se non ancora ricchi, che dispongono di un reddito tra i 100.000 e i 249.000 dollari – pronti a mettere mano al portafogli per acquistare prodotti di lusso.

E così il gruppo Kering (già PPR), attraverso i suoi marchi Balenciaga, Gucci e Stella McCartney, è pronta a sbarcare a Dallas, Atlanta, Chicago, Orlando e Philadelphia mentre Prada, Dolce & Gabbana e Valentino hanno in previsione diverse aperture nel corso di quest’anno.


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