Arte

Gramsci e Marinetti: un inedito dialogo

Luca Siniscalco
15 giugno 2013

L’arte futurista continua ad affascinare le nuove generazioni in virtù di un portato estetico, ma più ampiamente culturale ed immaginativo, dall’incredibile e fecondo potenziale.
D’altra parte Gramsci è intellettuale di sinistra ampiamente apprezzato presso l’intelligentia del Belpaese, sovente colpevole della diffusione di una vulgata gramsciana dagli esiti riduttivi e  inadeguati.
Forse che il pensiero gramsciano possa essere riscoperto attraverso le suggestioni e i vitalismi futuristi? Forse che un movimento estetico la cui poetica dell’Arte/Vita è stata indicata, in base a indubbie ragioni storiche ma anche in virtù di meccanismi semplicistici, come espressione artistica del fascismo possa trovare nuovo slancio attraverso innovative sintesi?
Ci confrontiamo su questi temi con Giuseppe Manias, curatore della Biblioteca Gramsciana, che ospiterà una serie di eventi diretti a prospettare tali scenari.

Biblioteca Gramsciana: una breve presentazione di un luogo culturale capace di ideare, rinnovare e sperimentare al di fuori dei riflettori mediatici.
L’istituzione della Biblioteca Gramsciana è dovuta ad un’intuizione di Luigi e Giuseppe Manias, sulla scorta però di un’esigenza diffusa e condivisa nell’ambito dell’associazionismo culturale ad Ales alla fine degli anni ‘80. Allora si avvertiva la pressante necessità che l’opera e il pensiero di Antonio Gramsci dovesse trovare, con un’attività a carattere eminentemente pratico ma durevole e stabile, nel luogo che gli ha dato i natali, efficaci condizioni di diffusione. In verità un’altra forte sollecitazione a favore della costituzione di una istituzione bibliotecaria dedicata a Gramsci proveniva dallo straordinario rigoglio negli ultimi anni ‘80 di importanti studi bibliografici, che sarebbero poi culminati nell’ormai sterminata e onnicomprensiva bibliografia online.
Nel 1989 si riteneva dunque che la forma concreta di questa iniziativa poteva essere quella di una biblioteca specializzata, a connotazione multimediale, articolata in più sezioni, che rendesse fruibile, soprattutto, ma non solo, agli utenti sardi, oltre all’opera gramsciana, anche congrua parte dell’immane mole di monografie e saggi concepiti in alcuni decenni dall’esegesi gramsciana. Inoltre ciò che si intendeva realizzare era, una volta che il fondo avesse raggiunto un’adeguata consistenza, un accesso preferenziale al patrimonio documentario della Biblioteca Gramsciana, sia per l’utente locale che per il remoto. Questo sito risponde a questo obiettivo.
La costituzione della Biblioteca Gramsciana ha ricevuto al suo nascere, da più parti, ampi consensi e incoraggiamenti: Joseph Buttegieg e Giorgio Baratta dell’International Gramsci Society; Maria Luisa Righi e Dario Massimi della Fondazione Istituto Gramsci di Roma; singoli studiosi come Peter Jehle; importanti personaggi dell’editoria italiana come Roberto Cerati. Si è confidato molto nell’entusiasmo volontaristico che ha contraddistinto gli esordi della Biblioteca Gramsciana, come l’appello pubblicato sul primo numero del notiziario dell’International Gramsci Society che sollecitava gli studiosi gramsciani a inviare alla Biblioteca le proprie opere. Ma la formazione di un fondo librario non poteva essere affidata alla saltuarietà della donazione; doveva essere invece l’esito di una politica strutturata delle acquisizioni. Più in generale si è ravvisata l’esigenza che un servizio culturale qualificato e continuativo, come è oggi la Biblioteca Gramsciana, dovesse raccordarsi a precise competenze professionali. Infatti sin dal 1997 la titolarità della Biblioteca Gramsciana è dell’attuale gestore, la NUR, un’azienda specializzata da oltre 13 anni nell’ambito dell’erogazione di servizi culturali; supportata dal 26 aprile 2007, in funzione di advocacy, dalla Biblioteca Gramsciana ONLUS (B.G.O.).

A breve si terrà presso la Biblioteca gramsciana una sorta di kermesse neoavanguardista d’impronta futurista, con una videopresentazione del poliedrico Roberto Guerra e un’azione futurista di Graziano Cecchini, l’artista che, mediante la notissima performance che lo ha reso noto come RossoTrevi, ha più contribuito a portare agli onori della cronoca il neofuturismo italiano.
Può presentare ai nostri lettori l’evento e spiegare quali sono i fattori che più lo connettono al vostro progetto?

Gramsci scriveva già del futurismo come “forza rivoluzionaria”. I tre appuntamenti in Sardegna grazie a Roby Guerra e Graziano Cecchini saranno linfa nuova per chi è interessato al pensiero gramsciano non omologato.
Questo il programma: dal 21 al 23 Giugno sarà ospite in Sardegna per tre incontri GRAZIANO CECCHINI ROSSOTREVI (23 ottobre 1953). Si tratta di un attivista e artista italiano che fa parte di un gruppo di avanguardia artistica neo-futurista. È diventato noto per alcune azioni, effettuate in luoghi affollati della città di Roma, volte a sorprendere i presenti creando situazioni bizzarre e inattese. Graziano Cecchini, è ricercatore per il “Laboratorio Letteratura Futurista” curato da Roby Guerra e dall’Associazione Italiana Transumanisti.
I tre incontri si svolgernno il 21.06 a Villa Verde, il 22.06 ad Ales e il 23.06 a Villanova Truschedu.
In particolare ad Ales è stato organizzato un incontro dal titolo: “Gramsci, Futurismo, Neo-Futurismo e Graziano Cecchini RossoTrevi”. Il programma dell’evento prevede una videoconferenza di Roby Guerra che presenterà il suo “Gramsci e il 2000: per una sinistra italiana nell’era di Internet” (La Carmelina, 2013) a cura di illy.13 -video tributo Automata Voltaire di Vitaliano Teti (*testo R. Guerra, musica G. Felloni, by The Scientist Video Festival International Ferrara, 2007). Dopo i filmati incontro/dibattito con Graziano Cecchini.

Intervista a cura di Luca Siniscalco


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