Green

Green Economy: “Eppur si muove…”

Marco Pupeschi
17 gennaio 2014

Garantire energia sostenibile non solo è possibile, ma è necessario” Ban Ki-moon, Segretario Generale ONU.

Paolo Scaroni è uno dei più stimati manager al mondo, non a caso siede sulla prestigiosa e scomodissima poltrona di Amministratore Delegato di Eni. In una intervista del 6 Dicembre rilasciata a Giovanni Minoli per Radio 24, ha risposto ad alcune domande riguardanti un tema attualissimo come la Green Economy.

Developpement durable

“La Green Economy va avanti lentamente e Paesi saggi la fanno andare avanti lentamente perchè è molto costosa”, ha affermato. Secondo Scaroni, inoltre, per sostituire gli idrocarburi con energie pulite e rinnovabili dobbiamo ancora fare due fondamentali scoperte tecnologiche: primo, inventare rinnovabili meno costose, secondo, capire come si fa a stoccare l’energia rinnovabile, ovvero come conservare l’energia per il momento in cui ne abbiamo bisogno. “Io credo nella Green Economy”, ha continuato l’Amministratore Delegato, “però non vedo perché dovremmo gravare le bollette degli italiani di costi insostenibili: il 18% della bolletta elettrica degli italiani, infatti, è fatta di sussidi alle rinnovabili. Le stesse rinnovabili che usano tecnologie vecchie, sono costosissime e non sono nemmeno belle a vedersi. E soprattutto producono solo il 2%-3% della nostra energia”.

green_economy TER

Nel corso dell’intervista Scaroni ha cercato di parlare degli sforzi del gruppo Eni nel settore della Chimica Green, ma a Minoli non interessava. A noi invece sì, e… che sorpresa! Eni ha investito 100 milioni di euro per la riconversione della raffineria di Porto Marghera a Venezia. Sarà prodotto biocarburante di seconda generazione (Green Diesel), ovvero prodotto da materie prime non alimentari. Il Biodisel, che utilizza materie prime alimentari, spinge infatti ad uno sviluppo della monocoltura, arreca seri danni agli ecosistemi, agli equilibri biologici e sociali di intere zone del pianeta.

green_economy BIS

Ogni anno l’Eni investe circa 200 milioni di euro per lo sviluppo sostenibile. Questo sforzo ha prodotto circa 8900 brevetti che “difendono” 1’00 nuove invenzioni: i brevetti rigardano infatti per l’11% la salvaguardia dell’ambiente, per il 48% nuove soluzioni nel campo delle energie rinnovabili, per il 25% innovazione nel campo esplorazione, recupero e trasporto dei prodotti petroliferi, per il 16% la produzione Oil&Gas a basso impatto ambientale.

Un altro dato interessante: il 16% degli impiegati in Eni sono donne, di cui quasi il 20% sono dirigenti. Che sia anche questo uno dei motivi per cui l’azienda ultimamente rivolge attenzione allo sviluppo sostenibile?

Forse c’è chi penserà che non è molto: di certo non è ancora abbastanza, ma la strada è quella giusta.

Marco Pupeschi


Potrebbe interessarti anche