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Green Stories: Freijis, il frigorifero ad emissioni zero

Marco Pupeschi
14 marzo 2014

copertina

É livornese, si chiama Caterina Falleni ed è l’inventrice del primo frigorifero a emissioni zero. Perfino Einstein, nel lontano 1926, si era cimentato in questa impresa, ma senza successo.

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Caterina, classe 1988, non è uno scienziato, ma una designer diplomata all’ISIA di Firenze. Con questa invenzione ha vinto il prestigioso “Alexera Singularity Contest”, più una borsa di studio della Singularity University presso il centro di ricerca NASA Ames.

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Il suo progetto nasce nel 2010, a partire dagli studi che Caterina ha condotto in Africa, osservando alcune strutture realizzate con materiali porosi come il fango o la terracotta. É nato così Freijis: un apparato refrigerante che non utilizza energia elettrica ma si avvale di semplicissime tecnologie. Innanzitutto l’evaporating cooling, lo stesso principio base della termodinamica per il quale la sudorazione abbassa la temperatura del nostro corpo. A cui vengono associati degli smart materials chiamati PCM: questi sono soggetti a cambiamento di fase, come la cera, che può modificare il suo stato passando da quello solido a quello liquido, senza perdere le proprie qualità.

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Freijis è costituito da un contenitore in terracotta in cui ne è inserito un secondo in alluminio; l’acqua posta all’interno dell’intercapedine consente l’evaporazione e l’auto refrigerazione del nucleo interno. Freijis può essere utilizzato in ambiente domestico, ma anche nel trasporto e nella conservazione di alimenti.

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L’apparecchio era stato pensato da Caterina per il trasporto di medicinali sia in Italia che in zone tropicali, dove il clima è caldo e arido; ma è nel settore edile (dove i PCM vengono già utilizzati ma non con il principio dell’evaporating cooling) che l’invenzione può risultare rivoluzionaria: variando l’evaporazione e la quantità di PCM nell’argilla si può ottenere un ambiente a temperatura costante, senza aver più bisogno del riscaldamento in inverno né di condizionatori d’aria in estate.

Freijis al momento rimane un prototipo. Quello che nelle intenzioni di Caterina avrebbe dovuto migliorare la qualità della vita nei paesi emergenti potrebbe invece cambiare le nostre definitivamente. In meglio.

Marco Pupeschi


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