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Green Stories: l’edilizia si fa green (e anche un po’ pink)

Marco Pupeschi
11 novembre 2014

Guardarsi intorno e capire che i materiali di scarto possono diventare la base per un nuovo modello di sviluppo e di impresa sostenibile. Lo ha fatto Daniela Ducato, imprenditrice sarda, o – come preferisce definirsi lei – “contadina dell’edilizia”.

La sua intuizione? Trasformare le eccedenze delle lavorazioni agricole in materiali per l’edilizia.

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L’edilizia è uno dei settori storicamente più inquinanti, ma il modello sardo riesce ad azzerare la CO2 e si guadagna a pieno titolo il prefisso “Green”.

Qualche esempio: dalle eccedenze del latte si ottengono collanti per le pareti; dalla lana delle pecore isolante termico; dalla sottolavorazione dell’olio d’oliva un prodotto che va a dare fortificazione alla malta e dà trasferibilità agli additivi dell’edilizia; dai gusci abbandonati dopo la lavorazione del marmo un grassello di calce; dalle eccedenze delle lavorazione del vino, una serie di colori per pareti e costruzioni.

Da questi semplici idee sono nate le società Edilana, Editerra, Edilatte, Edimare.

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E così Daniela ha saputo dimostrare che il vantaggio dei prodotti green non è solo l’origine naturale ma anche l’alta resa. Inoltre, i suoi prodotti hanno la garanzia della rintracciabilità, sia del materiale che del territorio di origine. Etica ed ecologia vanno così di pari passo: per esempio, se i coloranti naturali fossero prodotti con coltivazioni ad hoc, ettari ed ettari di terreno sarebbero sottratti all’agricoltura o alle foreste; usando gli scarti si ha invece un impatto minimo sul pianeta, senza contare la riduzione dei costi di smaltimento per le aziende.

Casa verde CO2 ter

Grazie alla tenacia di Daniela e sulla base di questi principi, è nata “Casa Verde CO2.0”, una rete di 75 aziende – metà in Sardegna, il resto in giro per l’Italia – unite dai valori della bioedilizia. Casa Verde è un’esperienza utile anche per il confronto tra imprese: infatti le caratteristiche dei nuovi materiali vengono poi messe a disposizione delle grandi aziende. Il progetto attualmente dà lavoro ad oltre 600 persone.


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