Advertisement
Green

Green Stories: Repair Cafè

Marco Pupeschi
12 settembre 2014

I Repair Cafè riescono ad unire interessi economici, sociali ed ecologici. Questa organizzazione olandese senza fini di lucro realizza infatti centri di riparazione comunitari in tutta l’Olanda: la parola d’ordine è: “Smettere di riciclare, cominciare a riparare“.

La storia di Repair Café nasce nel 2008 con il Manifesto della riparazione di Platform 21, collettivo di progettisti di Amsterdam.

we-can-repair-it

Alla base del progetto c’è  la predilezione per il non perfetto, di cui gli oggetti riparati sono parte. Il manifesto si contrapponeva ai movimenti ambientalisti che trascuravano completamente il concetto di riparazione a favore di quello di riciclo. Una volta, quando una cosa non funzionava più, di solito la si riparava. Oggi non più. L’aspettativa di vita dei nuovi prodotti sta diventando più breve e di solito costa meno comprare un prodotto nuovo che ripararlo. Il nuovo movimento della riparazione non si contrappone al consumismo in sé, quanto piuttosto alla mentalità dello scarto. I Repair Cafè sono un modo per accrescere la consapevolezza di come l’obsolescenza programmata fa sì che la maggior parte dei prodotti immessi oggi sul mercato siano progettati per durare solo per un certo numero di anni. Riparare significa dare al pubblico strumenti e competenze per poter rimettere a nuovo i propri oggetti e non farsi coinvolgere in questo circolo vizioso.

repair-cafe-1

L’organizzazione si fonda esclusivamente su volontari che forniscono l’aiuto della loro competenza, e si assicurano che ciascuno abbia la sua tazza di caffè. Nei luoghi di riunione è presente ogni genere di strumenti e di materiali, ed inoltre sono sono presenti anche volontari specializzati. Queste iniziative implicano la convergenza di interessi sociali e di economia sostenibile. La soddisfazione è quella di riparare qualcosa senza costi aggiuntivi, oltre a passare un pomeriggio piacevole, incontrando delle persone e lavorando insieme.

Unire interessi economici, sociali ed ecologici, oggi come oggi, non è davvero poco.

Marco Pupeschi


Potrebbe interessarti anche