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Greenwich, il Meridiano di Sua Maestà

Carla Diamanti
16 dicembre 2016

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La linea immaginaria tracciata fra Oriente e Occidente si materializza sul pavimento dell’Osservatorio Astronomico più famoso del mondo. Quello di Greenwich, alle porte di Londra. Anzi, Maritime Greenwich, come viene chiamata per via del suo lungo legame con il mare. Per arrivarci basta saltare sulla DLR, la metropolitana leggera e scendere alla fermata Cutty Sark, intitolata al più celebre tea clipper di tutti i tempi oggi all’ancora proprio qui, dopo aver trasportato carichi di tè cinesi e lane australiane. La sua silhouette dà il benvenuto nel sobborgo reale dove nacquero Enrico VIII e sua figlia Elisabetta I e che è stato incluso nella lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO per la sua storia e per il valore dei suoi edifici. Un borgo incorniciato dalle botteghe georgiane, dalle vetrine con le tende ricamate e dal verde del grande parco disegnato da Le Nôtre attorno agli edifici nobiliari della Corona. Un borgo pittoresco, lontano dalla frenesia della metropoli e preso d’assalto dagli appassionati di antiquariato che nei fine settimana vengono a curiosare fra le bancarelle.

Nelle sale del celebre National Maritime Museum, immerso nel parco, si racconta la lunga storia della navigazione britannica. Dal suo ingresso, invece, parte il trenino che attraversa tutto il parco e sale fino alla vetta della collina dove si trova il Royal Observatory. Se siete fortunati e la giornata è bella, da quassù potete godervi anche un bel panorama sul Tamigi, e lasciare correre lo sguardo fino a Millennium Dome e Canary Wharf. L’osservatorio venne progettato dallo stesso Sir Christopher Wren che ricostruì Londra dopo il Grande Incendio, ma la sua fama è legata piuttosto a quello che non si vede, cioè alla linea immaginaria che indica la longitudine zero e che divide il mondo in emisfero orientale e occidentale. Insomma, al Meridiano da cui comincia ogni nuovo giorno. Passa proprio al centro del cortile, dove sono state tracciate linee che indicano le direzioni delle città più famose. Ci si può stare in equilibrio, si può saltellare da Oriente a Occidente oppure tenere i piedi nei due emisferi. E ci si può persino far stampare un certificato nominativo di passaggio.

I marinai che navigavano sul Tamigi avevano l’abitudine di tenere gli occhi puntato sull’Osservatorio ogni volta che la loro imbarcazione ci passava davanti. Quando la sfera rossa sul tetto cadeva verso il basso erano esattamente le ore 13. Dal 1884 la loro abitudine divenne universale e il Meridiano di Greenwich fu utilizzato per regolare il calcolo del tempo in tutto il mondo. Una convenzione, in realtà, perché l’ora risulta da un calcolo piuttosto complicato che risulta dalla variazione di una serie di variabili, quindi è calcolata in base a una media, mean in inglese. Ed è ciò che significa la M dell’acronimo GMT: Greenwich Mean Time. Un riferimento che continua per tutto il mondo, sebbene dal 1979 il segnale orario si basi sull’ora universale e sugli orologi atomici.

Info: https://www.visitbritain.com/it/it

 

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