Musica

Guarda un po’, mio caro figaro

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2 aprile 2012

Una nascita non proprio favorevole, quella de Le Nozze di Figaro: quando Mozart,  insieme  a Da Ponte, decise di scriverla nel 1785, non fu immune dagli echi dell’enorme scalpore suscitato dalla commedia di Beaumarchais “Le marriage de Figaro”, fonte dell’opera, andata in scena a Parigi l’anno precedente. Il contenuto satirico e soprattutto la tematica politico-sociale  incontrarono facilmente l’opposizione del re che secondo un aneddoto famoso avrebbe reagito così: “Questa commedia non si rappresenterà: bisognerebbe distruggere la Bastiglia perché la sua approvazione sulla scena non fosse una pericolosa incoerenza!”. La commedia fu poi rappresentata tre anni dopo, e la Bastiglia distrutta nel 1789.
Oggi amatissima e conosciutissima, Le nozze di Figaro difficilmente non ha il tutto esaurito nei teatri. E ogni volta la storia sorprende e meraviglia; è un congegno intricato pieno di colpi di scena, travestimenti, false credenze, agnizione e riconoscimento. Il tutto guidato dalla perfetta ed efficace composizione musicale che, a cominciare dall’Ouverture, coinvolge con una energia senza pari ed esalta il carattere sfrenatamente dinamico dell’intreccio che si sta per svolgere. Quest’anno l’allestimento del Teatro alla Scala prevede la vecchia regia di Giorgio Strehler il quale affermò, nelle note di regia: “nelle Nozze c’è molto di più della denuncia sociale o del fuoco d’amore e d’imbroglio. C’è tutto questo ma in più c’è il simbolo della vita e dei sentimenti che si trasformano. Si tratta di un teatro complesso ed estremamente intenso. Il lavoro di Da Ponte su Beaumarchais e di Mozart su Da Ponte è unico. La genialità di Mozart ha portato il testo a una vibrazione che oltrepassa la storia…”.
Degno di nota anche il debutto, in questa produzione scaligera, del giovane direttore Andrea Battistoni (classe 1987) già protagonista affermato nel panorama musicale internazionale. Il maestro afferma “è un enorme piacere per me essere in questo vero e proprio tempio del teatro e della musica per la prima volta. Un piacere che si arricchisce dall’essere interprete di uno dei più grandi capolavori della storia”.

 

Marcella Di Garbo


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