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Gucci Fur Free: pellicce, addio

Martina D'Amelio
13 ottobre 2017

Visone, zibellino, agnello, volpe, lapin, karakul, opossum: Gucci dice addio alla pelliccia. Una svolta epocale per la Maison guidata da Alessandro Michele, che fino a oggi l’aveva resa protagonista delle sue collezioni.

Le fan delle iconiche slippers Princetown caratterizzate dal pelo in canguro sono avvisate: presto le loro scarpe preferite si trasformeranno in una rarità. Il ceo della Maison del gruppo Kering, Marco Bizzarri, ha infatti annunciato nel corso dell’evento Kering Talk 2017 al London College of Fashion che Gucci non si servirà più delle pellicce animali a partire dalla primavera-estate 2018.

Una decisione che arriva dopo la premiazione per l’impegno eco ai recenti Green Carpet Fashion Awards di Milano e si inserisce nel piano decennale di sostenibilità “Culture of Purpose” del marchio della doppia G, facendo entrare il brand dritto nella Fur Free Alliance, l’associazione internazionale che si batte affinché le aziende moda passino al fur free e che ha già diversi illustri adepti, da Armani a Hugo Boss, da Stella McCartney (Kering) a Yoox Net-a-Porter.

E tutti i prodotti a marchio Gucci in pelliccia ancora in circolazione? Saranno messi all’asta: i proventi andranno a Lav e HSUS-Humane Society for The United States, le due associazioni (italiana e americana) del network mondiale FFA.

Essere socialmente responsabili è uno dei valori fondamentali di Gucci e continueremo a cercare di fare di più per l’ambiente e gli animali. Con l’aiuto di HSUS e LAV, Gucci è entusiasta di compiere questo passo, con la speranza che possa contribuire a diffondere consapevolezza e rivoluzionare l’industria della moda di lusso”, ha dichiarato Bizzarri.

Non solo pellicce: la maison fiorentina di Francois Henri Pinault ha deciso di aderire al progetto Girls’ Empowerement Initiative, donando 1 milione di euro all’Unicef per sostenere la causa in difesa delle donne più deboli, sempre nell’ambito del nuovo piano di sostenibilità.

Insomma: gli abusi, che siano diretti ad animali o persone, non sono più di moda. E se lo dice una Maison come Gucci, brillante per fatturato e fama, dobbiamo crederci.


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