Arte

Guttuso: storia e pittura a Pavia

Elisa Monetti
15 ottobre 2016

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Ad aprire i battenti del Castello Visconteo di Pavia quest’anno sarà “Guttuso. La forza delle cose”, in mostra fino al 18 dicembre, un progetto nato dalla collaborazione di varie realtà come il Comune di Pavia, l’Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi e gli Archivi Guttuso guidati e patrocinati dal MiBACT.

“Nessuna crisi può segnare il punto del cedimento per un uomo, per un artista, il cui elemento di vita è appunto la crisi. Guttuso è sempre in crisi: sicchè nessuna crisi può coglierlo con insidia o alla sprovvista. Il suo essere pittore è una passione, una febbre – cioè, propriamente, una crisi”, così parlava Sciascia. Da un siciliano ad un altro, due uomini che la loro terra – col suo calore, la sua passione e i suoi colori – l’hanno sentita scorrere nel sangue per tutta la vita. Ed è di questo fervore, di questa febbre, che si tinge il pennello di Guttuso prima di approdare sulla tela.

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Più di cinquanta opere, di orgogliosissimi natali tra cui il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private, a testimoniare la sua attività di artista.

Una cavalcata lunga una vita attraverso tutte le differenti tematiche che si sono alterate protagoniste delle tele dell’artista di Bagheria. Dal dramma esistenziale condiviso dall’umanità durante la guerra negli anni ’40, alla ricerca delle radici culturali europee ritrovate nel post-cubismo picassiano a cavallo degli anni ’50, per poi arrivare a temi più meditativi in cui si legge l’oscillare tra realismo ed informale, fino alle opere degli anni ’70 e ’80 in cui la realtà si fa sempre più forte, pretesto per metafora ed analogia dell’esistenza umana.

Soggetti diversi ma stile sempre distintivo: appassionato dei suoi colori forti, innamorato di quel rosso che negli anni ’40 era un drappo che gridava la disumana e ingiusta violenza della guerra e che negli anni ’80 torna a riempire le angurie – immagine, suono e sapore della sua terra.

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Un artista che, grazie ad importanti amicizie, ha potuto essere, oltre che pittore, poeta, scrittore, scultore, musicista e regista, al fianco di Pasolini e Neruda, Vittorini e Moravia, Moore, Nono, De Sica e Visconti.

Legami ed incontri che verranno raccontati dalla voce stessa di Guttuso tramite video inediti che, insieme a fotografie storiche, apriranno un’importante parentesi sulla vita dell’artista che accompagnerà le crescita della sua opera in mostra.

Uno dei maggiori protagonisti del Novecento italiano a 360 gradi esposto al pubblico: imperdibile.

 

Guttuso. La forza delle cose
16 settembre 2016 – 18 dicembre 2016
Castello Visconteo, viale XI Febbraio 35, Pavia
Orari: lunedì-venerdì 10-13 e 14-19; sabato e domenica 10-20


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