Sport

Hamilton e Morbidelli meglio dei Videogames

Riccardo Signori
30 ottobre 2017

Max Verstappen

Lewis Hamilton vince il mondiale di Formula unoFranco Morbidelli conquista il mondiale di Moto2 e Dovizioso non molla ancora in quello del motoGp. Anche questo è sport, non solo calcio. Eppure c’è di peggio. I giocatori di videogames potrebbero essere equiparati agli atleti olimpici. L’eSport potrebbe diventare sport olimpico ai giochi di Parigi 2024. Questa la pensata del Cio, comitato olimpico internazionale, che intravedendo business, milioni su milioni di dollari e oceaniche folle pronte a svenarsi per la nuova specialità, non si fa remore. I videogames , fra l’altro, saranno già provati come specialità sportiva ai giochi asiatici 2018 in Indonesia e diverranno sport ad ogni effetto ai giochi asiatici 2022 in Cina.

C’è il tanto per domandarsi se anche moto e Formula uno non potrebbero diventare sport olimpici. Intanto Hamilton ha dimostrato di essere un gran campione conquistando il quarto mondiale della sua storia, a due gare dalla conclusione della stagione. Ora gli stanno davanti solo Michael Schumacher con 7 titoli e Juan Manuel Fangio con 5. Alain Prost si è fermato a quattro, e Sebastian Vettel inseguirà ancora il quinto titolo con la Ferrari. Hamilton ha brindato in Messico, dove si è classificato nono, ma non c’era ragione di correre troppo. Max Verstappen ha vinto il gp proponendo la sua candidatura per la prossima stagione, le Ferrari terza(Raikkonen) e quarta (Vettel) si sono inchinate alla legge del migliore.

Franco Morbidelli

Molto più esaltante la domenica di Franco Morbidelli, 22 anni, romano di madre brasiliana ma legato a Tavullia, campione del mondo di moto2 ancor prima di mettersi in gara a Sepang. Bel risveglio mattutino. Lo svizzero Thomas Luthi è stato dichiarato non idoneo a correre per la frattura della caviglia sinistra. Ma otto successi stagionali sono il fiore all’occhiello di Morbidelli. Un italiano che torna a vincere un mondiale è un avvenimento, l’ultimo era stato Valentino Rossi nel 2009. E c’è un italiano che non molla ancora: Andrea Dovizioso, in Malesia, ha restituito un po’ di thrilling al motoGp. Successo con l’aiuto del compagno Jorge LorenzoMarc Marquez dovrà darsi da fare a Valencia, all’ultimo appuntamento iridato. Dovizioso e Ducati promettono battaglia e spettacolo.

Ecco, una volta letto tutto questo, c’è da ridere nel pensare che atleti e campioni che lottano nel mondo reale vengano paragonati ad atleti(chiamiamoli pure così) che si battono a colpi di videogames, ovvero nel mondo virtuale. Il Cio garantisce che anche quello è sport e un giorno, forse, lo vedremo alle Olimpiadi. Niente di male pensare che i videogames siano impegnativi alla stregua di un cento metri(?) o di una partita di calcio(?), ma siete sicuri che  perfino i ragazzi, inebriati e mentalmente drogati dai videogames, si considerino atleti? Potremmo scoprire che gli appassionati di eSports sono più intelligenti e realisti dei membri del Cio. L’unico modo di sconfiggere il business.


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