Cinema

Hamlet 2000 (2000) di Michael Amereyda

staff
20 aprile 2012

Fin dagli albori della cinematografia le opere di Shakespeare sono state tradotte, con più o meno perizia, in pellicola. La più riprodotta è certo l’Amleto, che resta uno dei capolavori incontrastati dell’opera shakespeariana  e della letteratura mondiale. Degna di merito tra tutte le trasposizioni è “Hamlet 2000”, che proprio come era in uso all’epoca del grande drammaturgo, traveste la vicenda in abiti contemporanei (operazione messa in atto di recente da Baz Luhrmann per il suo “Romeo+Giulietta” di quattro anni prima).
A differenza dell’impatto visivo, dai toni kitch, di Luhrmann, o del Titus di Julier Taymor, Almereyda opta per scelte cromatiche più fredde, e ai prati di Elsinore sostituisce una cupa New York dove i colori spenti, il cemento e il grigiore diffuso la fanno da padrone, rendendo queste tonalità spettrali e opache il degno controcanto della dimensione spettrale e all’opacità morale dell’opera.
Nei panni del malinconico principe di Danimarca troviamo il sublime Ethan Hawke, che riesce a dare al personaggio il carattere e lo spessore che merita, superando in molti aspetti i suoi più prossimi predecessori (Branagh, Gibson e Scott). Da non sottovalutare è anche Bill Murray, che presta la sua maschera tragica – ormai non sorprende più, dopo aver visto le sue superbe interpretazioni, nel film di Sofia Coppola, Wes Anderson e Jim Jarmush – al goffo consigliere Polonio.
Nonostante alcuni passaggi memorabili del testo originale siano stati tagliati, come il celebre dialogo tra Amleto e il becchino, la narrazione non risulta mutilata. Sullo sfondo attualizzato, la storia funziona ancora perfettamente, confermando per l’ennesima volta l’inossidabilità e l’universalità dei temi shakespeariani. Un’interessante alterazione è stata operata dal regista: Amleto, che nel testo originale studiava filosofia, ora è uno studente di cinema perso in labirinti di videocassette, e ossessionato dal montaggio. Perfino l’opera teatrale “Mousetrap”diventa un file footage movie, forse a significare che ormai è il cinema, perfettamente intercambiabile alla filosofia, lo strumento con cui l’uomo dà forma ed espressione al suo pensiero.

 

Giustino De Blasio


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