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Arte

Hayez ed il Risorgimento Milanese

staff
23 luglio 2011


Proseguono in grande stile le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.
Scenario della nuova iniziativa, promossa sino al 25 settembre, è lo splendido palazzo della milanese Pinacoteca di Brera, area espositiva sede della mostra dall’evocativo titolo “Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi”. L’esposizione ospita 24 opere dell’artista romantico consacratosi nelle sue tele storiche ad alimentare culturalmente l’impellente esigenza di una radicata ed unitaria coscienza nazionale.
Il tema della mostra verte proprio sul desiderio di fissare visivamente nello sguardo dell’osservatore un legame storico, culturale e politico esistente fra tre giganti dell’Ottocento italiano: Manzoni, Hayez e Verdi si incontrano a Milano in un’unica sede, a simboleggiare un sodalizio intramontabile.
Una sede peraltro certamente non casuale: il complesso di Brera, con l’Accademia, la Pinacoteca, la Biblioteca Braidense e le altre istituzioni, il Teatro alla Scala, i centri dell’editoria letteraria e musicale, come la famosa Casa Ricordi, furono infatti il grandioso laboratorio di quella cultura nazionale di cui i tre geni furono padri spirituali. La potenza estetica e l’irresistibile fascino pittorico delle opere tendono pertanto ad essere travalicate da un’inarrestabile propulsione ideale, che a distanza di generazioni non cessa di scaturire come fuoco imperituro. Il Ritratto di Alessandro Manzoni del 1841, l’acquarello con lo studio per Il conte di Carmagnola del 1820, il Ritratto dell’Innominato del 1845, i Vespri siciliani del 1846, il Ritratto di Gioacchino Rossini del 1870 sono soltanto alcuni dei lavori presentati al fine di ricostruire una delle più coinvolgenti pagine della nostra storia.
Tre vite scorrono dunque parallele ma riescono provvidenzialmente ad intersecarsi per generare il Bello. Manzoni era lombardo, Hayez e Verdi no, ma un unico filo rosso legava i tre a Milano, una città capace di accogliere, comprendere ed esaltare i più alti ingegni. Ecco che quindi l’osservatore si troverà ad ammirare capolavori di Hayez ispirati ai testi di Manzoni nonché forieri dei medesimi temi di alcuni dei più popolari melodrammi di Verdi, come I Lombardi alla prima Crociata, I Vespri siciliani e I due Foscari. 

Il senso profondo dell’esposizione si può tuttavia a mio avviso riscontrare ancor più autenticamente in alcuni dipinti dal soggetto non storico, primi fra tutti Il bacio e L’Arcangelo Michele. In queste opere le tematiche rispettivamente amorose e religiose esprimono una spiritualità dirompente, capace di abbattere l’opacità della materialità quotidiana innalzando un inno all’Amore ed al Bene, concepiti come forze creatrici tese ad edificare nei valori l’ordine secolare tanto auspicato nelle vicissitudini risorgimentali.

 

Luca Siniscalco


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