Cinema

Headhunters – il cacciatore di teste

Giorgio Raulli
5 luglio 2013

Il cacciatore di teste Roger Brown (Aksel Hennie) conduce una bella vita: ha un ufficio e una casa moderni, begli abiti, una bella macchina, una moglie ex modella, Diana (Synnøve Macody Lund); come narratore, Roger non usa mezzi termini circa la necessità di farla felice, perchè perderla rovinerebbe la sua illusione di perfezione, rischio aggravato dal suo complesso di Napoleone. Temendo infatti che la moglie lo lasci per qualcun altro migliore di lui, decide di rubare opere d’arte per potersi permettere una vita ancora più agiata. Il prossimo obiettivo di Roger è un importante dipinto, appartenuto all’ex mercenario Clas Greve (Nikolaj Coster-Waldau, il Jaime Lannister de “Il Trono di Spade”), un uomo che incarna la sua nemesi non solo perchè in possesso del quadro, ma anche perchè geloso della moglie.

Basato sul romanzo omonimo di Jo Nesbø, il regista norvegese Morten Tyldum è riuscito a costruire un film irriverente, un thriller a metà tra il giallo e il pulp, tra ironia, black humor, adrenalina e violenza quasi alla Tarantino. La forza della pellicola sta nella scelta, non troppo originale, di un protagonista pessimo, un uomo che non avrebbe il favore della maggior parte del pubblico, ma che lo conquista ugualmente. La frenesia della trama non lascia il tempo a Roger per escogitare piani alternativi validi per tirarsi fuori d’impaccio, e quando crediamo che peggio non possa andare, le cose prendono pieghe impreviste: è qui che il pubblico non può far a meno di affezionarsi e parteggiare per il protagonista.

Il film, vincitore del Leone Nero al Courmayeur Noir in Festival 2011, è uscito nelle sale norvegesi nell’agosto di quell’anno, e già in fase di produzione gli studios americani della Summit Entertainment hanno acquistato i diritti per un remake in salsa hollywoodiana. Verrà invece distribuito per il grande pubblico italiano prossimamente dalla Mediterranea Productions, dopo essere stato proiettato al Nordic Film Festival ’13 a Roma.

Giorgio Raulli


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