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Fotografia

Henri Cartier Bresson in mostra alla Villa Reale di Monza

Valentina Garola
2 novembre 2016
Henri Cartier-Bresson – Prostitute. Calle Cuauhtemoctzin, Città del Messico, 1934

Henri Cartier-Bresson – Prostitute. Calle Cuauhtemoctzin, Città del Messico, 1934

“Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge. In quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale”. Con queste parole Henri Cartier Bresson – “l’occhio del secolo”, come venne chiamato – descrive il magico momento dello scatto. Padre del fotogiornalismo, tra i fondatori dell’agenzia Magnum, egli coglie la contemporaneità delle cose e della vita, componendo le sue fotografie con una geometria perfetta: “Fotografare è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano”.

Proprio a questo grande maestro è dedicata “Henri Cartier Bresson Fotografo”, allestita al secondo piano nobile della Villa Reale di Monza fino al 26 Febbraio 2017. Curata da Denis Curti, l’esposizione è stata organizzata da Civita Mostre con il supporto di Cultura Domani e promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e da Nuova Villa Reale di Monza, in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Parigi.

Place de l'Europe, Stazione Saint Lazare, Parigi, Francia 1932 © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Place de l’Europe, Stazione Saint Lazare, Parigi, Francia 1932 © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

In mostra un corpus di 140 scatti firmati dal maestro e scelti dall’amico editore Robert Delpire per raccontare la vita di uno dei più importanti esponenti della fotografia del Novecento e fare immergere il visitatore nel suo mondo.

Non è un caso, infatti, se l’immagine guida della mostra è uno scatto di quando Bresson aveva appena 24 anni. Ancora alle prime armi con il mezzo fotografico, non era affatto sicuro di intraprendere questa strada, data anche la sua predisposizione nei confronti della pittura e del cinema. Arrivò persino ad affermare:Per quanto riguarda la fotografia, non ci capisco nulla”. È sorprendente poi scoprire che Bresson non sviluppava da sé i negativi, ma lasciava il compito ai tecnici e agli specialisti del settore: non credeva nella post produzione poiché lo scatto, secondo lui, doveva essere giudicato secondo quanto fatto nel hic et nunc.

Henri Cartier-Bresson – Salerno, Italia, 1933

Henri Cartier-Bresson – Salerno, Italia, 1933

Una mostra per scoprire la potenza di ogni immagine, testimonianza di un uomo consapevole verso la realtà storica e sociologica,  ma anche per capirne il modus operandi e il significato profondo della ricerca estetica di questo artista straordinario, incentrata sul concetto di sorpresa della quotidianità: “La macchina fotografica è come un block notes, uno strumento a supporto dell’intuito e della spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per “dare un senso” al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si può arrivare alla semplicità di espressione”.

 

Henri Cartier- Bresson Fotografo
20 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017
Villa Reale di Monza, Secondo Piano Nobile, Viale Brianza, 1
Orari: dal martedì alla domenica, ore 10 – 19; venerdì ore 10 – 22; lunedì chiuso.


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