Fotografia

Herbert List alle Stelline di Milano

Alberto Pelucco
29 ottobre 2014
Picnic by the Baltic, Germany, 1930, © Herbert List - Magnum Photos

Picnic by the Baltic, Germany, 1930, © Herbert List – Magnum Photos

Da comune impiegato nell’azienda di caffè del padre a maestro della fotografia nel Novecento. Questa è la storia di Herbert List, straordinario fotografo tedesco, le cui opere adorneranno le mura della Fondazione Stelline di Milano fino al 9 novembre 2014.

Nato ad Amburgo nel 1903, il giovane Herbert sviluppò fin da giovane una forte attrazione per il mondo classico, in particolare per l’arte e l’architettura greca del VI-IV secolo a. C, senza tuttavia restare immune al fascino delle avanguardie artistiche del primo Novecento.

Goldfish bowl, Santorini Island, Cyclades, Greece, 1937, © Herbert List - Magnum Photos

Goldfish bowl, Santorini Island, Cyclades, Greece, 1937, © Herbert List – Magnum Photos

Il Surrealismo di Man Ray e René Magritte e la Pittura Metafisica di Giorgio De Chirico furono alla base della prima fase della carriera del poliedrico fotografo teutonico, nota oggi con il nome di Fotografia Metafisica. Secondo List l’oggetto deve essere raffigurato in modo da esaltarne la sua valenza espressiva.

Il risultato sono immagini rifulgenti di un alone quasi mistico, il quale ci introduce in una dimensione dove tempo e spazio non sono altro che parole. Un mondo che ha come porta d’ingresso l’effetto in bianco e nero, di cui List apprende i segreti grazie ai saggi sulla tecnica fotografica dell’amico fotografo Andreas Feininger.

Applicato inizialmente a oggetti molto usati dai Surrealisti, come i manichini, questo modus operandi è in seguito trasferito a scorci o monumenti di ambientazione ellenica, che il fotografo apprezza in numerosi viaggi nelle terre di Omero e Pericle.

Octopus, Ionian island of Corfu, Greece, 1938, © Herbert List - Magnum Photos

Octopus, Ionian island of Corfu, Greece, 1938, © Herbert List – Magnum Photos

Questa seconda fase dell’opera listiana è alla base dell’immobilismo del pesce rosso racchiuso in una boccia d’acqua in forte contrasto con il mare Egeo. O anche la simmetria dei tentacoli del polpo di Corfù, quasi sospeso nell’aria con due sedie ai lati.

L’austerità che ne deriva rievoca lo studiato equilibrio e la precisione anatomica dei Kouroi in Stile Severo, ma anche la graziosa flessuosità degli déi e degli Eroti di Prassitele.

Terza e ultima fase è quella successiva all’incontro con Robert Capa e Henri Cartier – Bresson. Entrato nella prestigiosa agenzia fotografica Magnum da essi fondata, List punta ora più sull’immagine spontanea che su quella ideale, senza rinnegare tuttavia i capisaldi della sua indagine: forza espressiva dell’oggetto, equilibrio e simmetria nella composizione.

La Corna, The proud Father, Trastevere, Rome, Italy, 1951, © Herbert List - Magnum Photos

La Corna, The proud Father, Trastevere, Rome, Italy, 1951, © Herbert List – Magnum Photos

L’esito è ancora una volta sorprendente: la prorompente felicità leggibile negli occhi di un padre qualunque, che tradisce l’orgoglio per i suoi due bellissimi figli.

Oppure l’atmosfera di placida tranquillità che pervade i villeggianti del Baltico, presi dal loro picnic domenicale. Notevole ancora una volta il gioco di linee guida e simmetria: le tre figure in primo piano sono disposte una a destra, una a sinistra e la terza al centro. Le linee guida verticali del parasole e del bastone spingono l’occhio dell’osservatore in alto, verso la piccola barca esattamente sopra la testa della figura centrale, la cui forza espressiva ancora una volta contribuisce a fissare per sempre un istante in un’immagine.

Come uno scultore greco del V secolo a. C., List ha in mente un preciso modello universale e perfetto cui ispirarsi. Entrambi si concentrano non sui lineamenti esterni, i particolari o le manifestazioni contingenti dell’oggetto, ma sui meccanismi interni, perché da essi nasce quell’equilibrio che poi si riverbera sulle forme esterne e rende immagini immortali. Esattamente come le Muse Inquietanti di De Chirico o il Discobolo di Mirone.

Alberto Pelucco

Herbert List. The Magical in Passing
12 settembre – 9 novembre 2014
Fondazione Stelline, Corso Magenta 61, Milano
Orario: martedì – domenica | 10.00 – 20.00
Biglietti: intero € 8; ridotto € 6; scuole € 3
Informazioni:
Web: www.stelline.it
Tel: +39.02 45462.411

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