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Hermes: il lusso non conosce crisi

staff
2 settembre 2011

Il lusso alla francese di Hermes non conosce crisi, anzi registra un inizio d’anno record nonostante i segni di rallentamento dell’economia mondiale.
La maison nota per i foulard e la pelletteria ha fatto segnare nel 1/o semestre 2011 risultati che il suo stesso
patron, Patrick Thomas, definisce eccellenti: un fatturato in aumento del 22% a 1,3 miliardi di euro, un utile netto in
crescita di quasi il 50% a 291 milioni, ben superiore alle attese degli analisti, e un margine operativo senza precedenti, al 32% del giro d’affari.
Le cifre, ha spiegato ancora Thomas, sono state buone in tutte le aree geografiche, dai Paesi emergenti ai mercati maturi di Stati Uniti ed Europa, e in tutti i segmenti, anche se la crescita della pelletteria, 14,5% contro il 30% di orologeria e prodotti di tessitura, è stata leggermente frenata dai ”limiti di produzione” della griffe. Trovare nuovi artigiani specializzati capaci di lavorare a uno standard di qualità elevato come quello richiesto dall’industria del lusso è in effetti sempre piu’ difficile, e i periodi di formazione necessari sono lunghi, quindi anche se le vendite aumentano procedere a un incremento della produzione non è sempre possibile.
Il management resta però prudente per la seconda parte dell’anno, e anticipa che il ritmo di crescita record dei primi
sei mesi non sara’ probabilmente bissato. Non per colpa, ha precisato Thomas parlando alla stampa, della crisi finanziaria e dei suoi effetti sull’economia, ma piuttosto per problemi di stock. Le stime parlano dunque di una crescita complessiva del fatturato del 14% sull’insieme del 2011, e di una redditività operativa vicina ai livelli storici del 2010.
Nessun aggiornamento, invece, nella vicenda che vede opposti gli eredi del fondatore della Maison Hermes e il colosso del lusso transalpino LVMH, che all’inizio dell’anno era entrato nel capitale con una quota del 20% attraverso una serie di operazioni sui derivati che avevano in qualche modo aggirato gli obblighi di comunicazione sulle soglie di partecipazione rilevanti. Il 15 settembre è fissato l’appuntamento per la decisione della Corte d’Appello di Parigi sulla legittimità del nuovo trust studiato dagli eredi Hermes per mettere a sicuro il
controllo della società. ”Aspettiamo questa scadenza sempre serenamente” ha dichiarato Thomas, sottolineando poi che gli acquisti di azioni proprie effettuati dalla società quest’estate sono al solo fine di completare i piani di
distribuzione gratuita ai dipendenti.

Fonte: Ansa


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