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Higuain costa troppo per quello che vale

Riccardo Signori
25 luglio 2016
Gonzalo Higuain

Gonzalo Higuain

Il vero affare lo ha fatto Aurelio De Laurentiis. Immaginate la scena: ingaggia Gonzalo Higuain e stabilisce una cifra spropositata per la clausola rescissoria. Dicendo a se stesso: figuriamoci se qualche matto tira fuori 90 milioni di euro per portarselo a casa. In realtà ADL aveva ragione: bisogna essere matti per pagare 90 milioni un centravanti che ha già passato i 28 anni. Poi c’è follia e follia. La Juve si è lanciata in una follia ragionata e i frutti diranno chi ci ha preso: per certo ai bianconeri serviva un attaccante dotato di tanti gol.

Intanto ADL andrà all’incasso, il Napoli e i napoletani continueranno a piangere il centravanti perduto, salvo consolarsi, magari, con uno più bravo. Tutto dipenderà dal braccino (quello è corto davvero) del presidente che spesso promette e non sempre mantiene. Però Napoli e Adl, forse a loro insaputa, hanno fatto davvero un affare. Higuain pure (stipendio più sostanzioso e possibilità di vincere qualcosa). La Juve non si sa: la cifra è pazzesca (per il mercato italiano  non per gli spendaccioni inglesi e spagnoli), la resa del calciatore dovrà esserlo altrettanto. Se rapportiamo l’acquisto ad altre pazzie economiche, il Napoli per Maradona o l’Inter per Ronaldo (quello vero, direbbe Moratti), già allora non c’erano dubbi sulla resa e su quanto avrebbero apportato in termini tecnici ed economici. Stavolta resta qualche dubbio.

Meglio chiarire: per vincere la Champions non basta un Higuain. Magari può servire a rafforzare l’autostima della squadra, si presume non abbia esaurito le munizioni (leggi goal) tutti nella scorsa stagione, ma è anche vero che la Juve non giocherà tutta per lui, come capitava con il Napoli, e che il Pipita è bravo tanto a segnare quanto a sbagliare. Il Napoli, che aveva Benitez in panchina, ne sa qualcosa.

de-laurentiis

Aurelio de Laurentiis

Higuain non è Maradona, anche se alla Juve basterebbe che fosse un Altafini. Il primo “core ‘ngrato” di Napoli portò bene ai bianconeri, il secondo si vedrà. Certamente l’argentino  (90 milioni anzichè i 94,7 di cui si parlava) è costato uno sproposito. Non valgono i paragoni con i 100 milioni pagati dal Real Madrid per Gareth Bale e nemmeno i 94 spesi sempre dal Real per Ronaldo e  quelli versati (86) dal Barcellona per Neymar. Erano tutti giocatori che non avevano  superato i 25 anni. Neymar addirittura ventunenne. C’è una bella differenza nel puntare inverosimili milionate su talenti giovani, e già sicuri di un futuro di successo, rispetto all’acquisto di un ottimo centravanti (dopo Icardi il migliore che c’è in Italia) ma già avanti nell’età. Higuain, fino ad oggi, ha garantito la sua presenza e la sua qualità con i gol. Ovvero: sul campo ha sempre funzionato come tutti i grandi giocatori, poi il fuori campo è  affar suo.

La Juve avrà valutato tutti i pro i e contro dell’acquisto ed anche la possibilità che i due argentini, El Pipita e Dybala, facciano una bella coppia e non,invece, la coppia del “fatti più in là”.

La Juve di Agnelli in attacco ci ha sempre preso negli acquisti: Tevez, Llorente (sì è servito) Mandzutic ,Morata e Dybala. Non c’è ragione perché Higuain tradisca l’attesa, anche se gli verrà addossato un compito che le sue nevrosi, i facili isterismi in campo potrebbero rendere più gravoso del pensabile. In sintesi, dovrà trascinare la Signora in Champions, bucare le porte avversarie e spalancare quelle del sogno: semifinale e finale, non di meno. El Pipita non è un centravanti dotato di grande freddezza. Ci sono le qualità tecniche, l’istinto e il piede dolce per l’assist, ma la freddezza serve a far vincere nei momenti che contano.

Questa Juve vuole correr forte in Europa, anzi dovrà correr forte perché si è talmente rinforzata (e ancora manca un centrocampista) che, nel campionato italiano, ci vorranno diversi autogol per concedere lo scudetto alle avversarie.

Allegri è particolarmente legato all’idea di conquistare il sesto titolo che farebbe storia assoluta (nessuno c’è mai riuscito), ma il tecnico si è messo al centro di una scommessa da brivido: con questa squadra non potrà fallire in Europa. Che, poi, società e squadra si siano attrezzate per guardare molto più in avanti, per esempio ad un campionato d’Europa per grandi club, è altro pensiero. Per ora un’idea, un giorno realtà.


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