Postcards

Himmelpfort, la residenza estiva di Babbo Natale

Carla Diamanti
4 agosto 2016

Postcard Himmelpfort bis

Caro Babbo Natale, credo di aver capito finalmente come mai non sono riuscita ad avere le cose che ti avevo chiesto con tanto trasporto. Ho sbagliato indirizzo. Come milioni di altre persone (non soltanto bambini), ho spedito le mie lettere nel tuo abituale luogo di residenza, Rovaniemi. Come molte altre persone (non necessariamente bambini, anzi forse più adulti che bambini), ho cercato di fare le cose per bene, e per tempo. Senza aspettare l’ultimo momento ti ho scritto con mesi di anticipo, pensando che la mia lettera arrivasse fra le prime. Sbagliato. Perché d’estate, quando le mie lettere avrebbero dovuto trovarti in Finlandia, tu invece sei in Germania. In una (deliziosa, ça va sans dire) casetta di legno su uno degli oltre mille laghi del Brandeburgo.

Ci sono capitata per caso, innamorandomi del posto, della natura e della gente. Oltre che dell’albero con il tronco ricoperto di centrini fatti all’uncinetto. Mi sono fermata a bere un delizioso caffè al sole e ho scoperto il rifugio dove tu vai a riposarti dalle fatiche invernali. Sembra che a Himmelpfort, questo è il nome del villaggio, tu abbia preso questa abitudine tanto tempo fa, quando quella parte di Germania si chiamava DDR, cioè Deutsche Demokratische Republik, cioè Germania dell’Est. Himmelpfort era una colonia estiva in cui andavano a villeggiare gli operai delle fabbriche, portando con sé i loro figli. Case, bungalow e una grande struttura di ferro in cui si preparavano 1000 pasti al giorno. Per i bambini questo luogo era un sogno, qui venivano coccolati e colmati di attenzione. Così, una volta rientrati a casa, cominciarono a inviare proprio a Himmelpfort le loro letterine cariche di aspettative e piene di richieste di regali e di sogni. Non sapendo a chi recapitarle, la postina cominciò a consegnarle alle donne del villaggio, probabilmente le nonne e le mamme di quelle che oggi ricamano all’uncinetto. Loro, mamme e nonne, decisero che non volevano deludere i bambini e presero a rispondere alle letterine che continuarono ad arrivare.

Nel 1985, pochi anni prima che la DDR sparisse dalla cartina geografica e che l’Europa fosse ridisegnata, a Himmelpfort venne costruito un ufficio postale proprio per gestire la valanga di lettere che in estate arrivavano addirittura a 300.000. Oggi gli operai hanno lasciato il posto ai berlinesi che vengono a trascorrere le vacanze in questo luogo incantevole a pochi chilometri da casa. Il luogo, fra l’altro, in cui le acque del lago trasportavano i tronchi con cui venne costruita gran parte della capitale tedesca. Mode e frequentazioni sono cambiate ma gli abitanti e le abitudini sono le stesse. Fra i 400 residenti di Himmelpfort ci sono ancora le donne che a distanza di decenni continuano a rispondere alle letterine di Natale.

Babbo Natale da queste parti è donna. Mi piace, questa cosa. Così come mi piace che siano le donne a suonare le campane della chiesa e a occuparsi della locanda aperta nella vecchia scuola del villaggio, proprio di fronte all’antica stalla dove si trova la tua cameretta delle vacanze.

Io ci riprovo e cambio indirizzo di spedizione. Ci sentiamo il 26 dicembre, chissà che questa volta la mia lettera arrivi nel posto giusto?


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