Cinema

“Ho solo fatto a pezzi mia moglie” (2000) di Alfonso Arau

staff
30 dicembre 2011

Siamo abituati a vedere Woody Allen nella triplice veste di autore, regista e interprete, ma  in “Ho solo fatto a pezzi mia moglie” viene diretto dal regista messicano Alfonso Arau che si è divertito a dare un tocco di macabro alla nevrotica maschera del regista newyorkese.

Tex Cowley (Allen), macellaio texano, stanco dei continui tradimenti di sua moglie Candy (Sharon Stone) la uccide, fa a pezzi il corpo, e va a seppellire il cadavere in un paesino del New Mexico. Non tutti i pezzi però vengono sotterrati, una mano (bloccata nel gesto del dito medio) salta fuori dal furgone e guarisce miracolosamente alcuni abitanti del villaggio…
“Ho solo fatto a pezzi mia moglie” è una dark comedy grottesca e surreale. Le note satiriche abbondano basti pensare alla mano che mostra il medio, scambiata per una reliquia santa, oppure il fatto che il sacerdote del villaggio, interpretato da David Shwimmer (il Ross di Friends), abbia una relazione con una prostituta (Maria Grazia Cucinotta).
Fin dalla scelta del cast (che comprende anche Cheech Marin, Fran Dresher, Andy Dick e Kiefer Sutherland) si capisce che questo non è un film facile da catalogare.
 Le due basi su cui si fonda il film sono i due personaggi principali interpretati da Shwimmer e Allen che mostrano le nefrosi di due figure agli antipodi da un lato abbiamo le vicende del prete disilluso e scettico che oscilla tra l’abbandonare tutto per la bella prostituta  e il lasciare tutto com’è, che si ritrova un miracolo tra le mani di cui non sentiva particolare bisogno; e dall’altro lato abbiamo le disavventure del povero e goffo uxoricida che fa di tutto per coprire le sue tracce e sfuggire al poliziotto, ex amante della moglie che gli da la caccia.

 

Il film nel suo ordine caotico e anarchico non lascia lo spettatore privo di spunti riflessivi, perché, come ci insegna la filmografia da regista dello stesso Allen, una risata è molto più efficace se c’è una riflessione alla base.

 

“Ho solo fatto a pezzi mia moglie” è una pellicola assurda e imprevedibile surreale e caustica su quanto sia assurda la vita e quanta velata ironia si nasconda anche dietro drammi e tragedie.

 

Giustino De Blasio


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