Volo a vista

Holiday, celebrate!!!

staff
24 luglio 2012

Arrivati in maniera stentata e rassegnata oltre la boa della metà di luglio, parafrasare Madonna – quando non si prendeva troppo sul serio – è d’obbligo.
Le vacanze sono nell’aria, umida e appicicaticcia nonostante l’anticiclone finlandese, di questa Milano trasformata in cantiere – anche questo indice di partenze imminenti: credo si tratti di una strategia, se perforo via Francesco Sforza come la Val di Susa per farci passare la TAV perché tanto la gente è in vacanza, e quindi a percorrerla in auto ci vogliono 40 minuti, anche quelli rimasti desisteranno e andranno in vacanza così si potrà trapanare ancora di più!

Sarà che i milanesi sono frenetici per definizione, e neanche l’afa più densa li abbatte, ma ormai li vedi girare come criceti sulla ruota in preda alla smania da acquisti a scopo di valigia perfetta.

Ettolitri di solari, in flacone bottiglia tubetto stick, a coprire l’intera gamma dei fattori di protezione, capaci di tutelare dall’albino fotosensibile alle pelli simil cuoio anticato.
Qualche costume in più, non si sa mai, qualche T-shirt in più, nel dubbio meglio eccedere, magari una valigia nuova, perché è adesso che scopri che le ruote del trolley devono essere finite nel cemento, che la sacca da weekend è, appunto, da weekend, che la valigia da emigrante è uno sforzo inutile se prevedi un rientro in patria.
Poi libri, perché va bene l’iPad, ma la carta è un’altra cosa, e dato che nel resto dell’anno si impiega una media di tre settimana a superare lo scoglio del risvolto di copertina, la vacanza serve a recuperare e migliorare la media dell’anno.
Di una diversa categoria di disadattati fanno parte invece quelli che a metà luglio scoprono Decathlon, e temo che quest’anno l’effetto Olimpiadi spinga agli acquisti più incauti gente che nel corso degli altri 11 mesi  non solo non tocca un pallone e se per caso passa davanti a una palestra cambia marciapiede, eppure adesso mette in valigia pagaie, racchette, balestre, alla peggio almeno una corda per saltare nel bagaglio a mano.

E poi, a valigia finalmente ultimata, ma anche a bagagli in corso se il rischio è di non farcela, cadiamo tuti in preda al rito pagano del “saluto prima delle vacanze”.

Non c’è niente da fare: anche se ormai le vacanze durano al massimo 3 settimane – per quelli cui arride la sorte e con transiti astrali a favore – salutarsi prima della partenza è irrinunciabile, come se settembre fosse tra sei mesi, come se dovessimo scegliere di non tornare, di spostare la residenza in Messico o in Salento durante il mese di agosto, o rischiassimo di essere rapiti dai pirati somali anche se andiamo al Lago d’Orta.

Organizziamo aperitivi o cene, spesso aperitivi E cene nella stessa sera, incastriamo pause pranzo, inglobiamo nello medesimo saluto persone che prima di dirsi buone vacanze devono presentarsi perché in comune hanno solo noi; colleghi, compagni di corso, gruppi di amici e contatti di lavoro, vanno tuti salutati, si meritano tutti un “buona estate” euforico e affannato.

Poi, al rientro inevitabile, ci aspettano solo tre mesi in cui correre, ignorare il prossimo e limitare le frequentazioni al massimo, prima che la carovana si rimetta in movimento e ci sorprenda il Natale con il suo mantra “Guarda che dobbiamo assolutamente vederci, almeno per gli auguri”!

Ah, ecco, quasi dimenticavo… BUONA ESTATE A TUTTI!!!

Wendy Maxwell

Wendy Maxwell (non) esiste, ma ha un punto di vista ironico su quello che succede, mentre vola prende appunti e trova spunti, su cui riflette e sorride aspettando la fine del mondo che, se anche poi non arriva, si va avanti già allenati. Osserva curiosa Milano – la città dove (non) vive, dove tutto potrebbe succedere, ci raccontiamo che sta succedendo e magari non succederà mai. Sbircia tutti i particolari, nessuno escluso, osservandoli dall’alto con distaccata eleganza.


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