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I 10 best moments di Cristopher Bailey da Burberry

Martina D'Amelio
2 novembre 2017

Christopher Bailey abbandonerà il suo ruolo di chief creative officer e ceo di Burberry entro l’anno e rumors insistenti dicono che presto verrà sostituito da Phoebe Philo… ma una cosa è certa: il designer resta il principale responsabile del successo della fashion house inglese, della quale è entrato a far parte ben 17 anni fa.

Un merito che vogliamo celebrare ripercorrendo i 10 best moments che racchiudono il meglio della sua carriera lavorativa nelle fila del marchio: dalla prima sfilata nel 2002 all’ultima September Collection, dalle nomine ai colpi di genio a tutto fashion, ecco le tappe epiche di Cristopher Bailey da Burberry che ricorderemo per sempre.

  • La September Collection. Andata in scena alla Old Sessions House nel quartiere di Clerkenwell a Londra, tra le opere d’arte fotografiche della mostra “Here We Are”, la collezione September 2017 di Burberry è un inno al motivo che ha reso celebre la fashion house: il Check. “La collezione esplora lo humour, la bellezza, il pathos e l’assoluta, rinomata originalità dello stile britannico” ha dichiarato Christopher Bailey. E, a posteriori, questo – oltre che l’ultimo prima della sua dipartita – è anche il fashion show più autenticamente celebrativo firmato dal designer.

  • La prima sfilata. Christopher Bailey approda da Burberry nel ruolo di design director nel 2001, ma la sua prima sfilata ufficiale – dopo la presentazione della collezione spring-summer 2002 – risale a marzo 2002. In scena la collezione Prorsum per l’autunno-inverno 2002/2003, considerata sin da subito moderna ma in linea con l’heritage della Maison: una caratteristica che sarà una costante della sua carriera creativa.

  • Il ruolo di creative director. Christopher Bailey viene nominato creative director di Burberry nel 2004 e solo un anno dopo vince il suo primo Designer of the Year award ai British Fashion Awards, oltre a essere nominato da Forbe’s nella lista dei più potenti designer del momento.

  • La sfilata Spring-Summer 2004 – Una sfilata da ricordare, non solo per la presenza di Kate Moss dopo 3 anni di fermo causa parto – un’eccezione fatta solo per Bailey – ma anche perché passerà alla storia come una delle più autentiche firmate dallo stilista. Classic with a (cool) twist: immaginata come un April shower londinese, autenticamente British.

  • Burberry e il digitale. Christopher Bailey è uno dei primi designer a credere fortemente nel digitale. A partire dalla collezione primavera-estate 2010 (nella foto), lancia il servizio live-streaming (una novità per l’epoca). Nello stesso periodo presenta un microsito dedicato allo street style – The Art of the Trench – e punta tutto sull’e-commerce, che cresce del 50% ogni anno. Nel 2011 arriva persino la Tweetwalk, la prima sfilata a essere trasmessa in anteprima su Twitter e a marchio Burberry, mentre nel 2015 il brand è il primo a lanciare un canale su Apple Music (Bailey è da sempre un appassionato di musica, che ha sempre cercato di fondere nei suoi show).

  • The Burberry Foundation. Nel 2008, Bailey e il ceo di allora Angela Ahrendts fondano The Burberry Foundation: un’iniziativa di responsabilità sociale volta ad aiutare i giovani talenti creativi. The Burberry Foundation sin da subito investe grosse cifre nel supportare scuole, istituti e associazioni charity (di recente, il Royal College of Art e Oxfam), ma anche nell’incrementare l’impegno green dell’azienda (basti pensare alla recente partnership con Elvis & Kresse per il riciclo dei pellami).

  • Burberry ceo. Christopher Bailey passerà alla storia anche per essere uno dei pochissimi designer ad aver ricoperto contemporaneamente il ruolo di direttore artistico e di ceo. La nomina, che manterrà fino alla fine del suo incarico, arriva a ottobre 2013. Lo stesso anno, Bailey diventa Member of the Order of the British Empire: un prestigioso titolo ricevuto direttamente dalla Regina Elisabetta II.

  • La sfilata Fall-Winter 2014 – Se il trench è un’icona Burberry da sempre, grazie a Christopher Bailey – per almeno una stagione – lo è diventato anche il poncho. La speciale coperta a maxi check personalizzata con le iniziali, andata in scena sulla passerella autunno-inverno 2014, diventa in breve tempo un vero e proprio must. Che conquista tutte le fashion addicted, da Olivia Palermo (in foto) a Rosie Huntington-Whiteley. E dà un sonoro boost alle entrate della Maison.

  • Burberry… e basta. Per offrire ai propri clienti “un’esperienza più coerente”, Bailey decide di unire le linee di casa Burberry – Prorsum, London e Brit – nel 2015 in una sola etichetta: Burberry, appunto (in foto, uno scatto della sfilata Fall 2015). Niente di più semplice e immediato: una strategia che si rivelerà vincente nel corso degli anni successivi.

  • La sfilata unificata e il see now, buy now. Christopher Bailey verrà ricordato anche per essere uno dei primi ad aver cambiato le regole del gioco della moda, presentando le collezioni con due soli show all’anno, disponibili da subito nei negozi e online, e portando insieme in passerella l’uomo e la donna. Tutto inizia con la sfilata seasonless andata in scena a settembre 2016: una vera e propria rivoluzione. “Questo ci consentirà di costruire un legame ancora più stretto tra l’esperienza che creiamo con i fashion show e il momento in cui le persone hanno realmente la possibilità di provare per sé le collezioni”, aveva dichiarato all’epoca.


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