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Architettura

I 5 quartieri giù originali del mondo

Roberto Levati
15 luglio 2016

Some rainbow-colored buildings in the heart of Blloku, Tirana

Non solo palazzine, strade, parchetti o grattacieli… talvolta all’interno delle città trovano spazio quartieri insoliti e originali, che offrono scenari completamente diversi da ciò che li circonda. Colori, richiami a tempi antichi, natura, intenti celebrativi e forme inusuali danno vita a luoghi fortemente scenografici, spesso sconosciuti e nascosti nei meandri più remoti delle grandi città. Scopriamo insieme cinque “chicche” sparse nei quattro angoli del mondo.

  • Più conosciuto come “il villaggio degli gnomi”, il quartiere maggiolina è un distretto residenziale milanese sviluppatosi negli anni ‘40, in una zona della città dominata da villette a schiera e da abitazioni private che per una attimo fanno dimenticare i palazzoni e il cemento. Il progetto dell’ing. Mario Cavallè, ha infatti dato vita ad un complesso di casette a forma di fungo dai colori vivaci e decorate con bellissimi pois, degne del celebre villaggio dei puffi!

  • Venuto alla luce nel 1915, il quartiere prende il nome dal progettista Gino Coppedè e si ispira alla Roma antica, con numerosi richiami alla Roma Imperiale e alle grandi architetture trionfali dell’epoca. Composto da diciotto palazzi e ventisette palazzine è diventato sfondo di numerosi film e cortometraggi, grazie all’aspetto inusuale degli edifici dal carattere fortemente evocativo e scenografico

  • Situato nella periferia di Città del Capo, il quartiere Bo-Kaap ospita una delle più grandi comunità musulmane della città. Formato dalle classiche case a schiera del XIX secolo, il quartiere si anima grazie alle infinite tonalità di colore che caratterizzano ogni abitazione. La scelta dei colori vivaci è nata per festeggiare la fine dell’apartheid, ma col passare degli anni ha trasformato il quartiere in uno dei posti più allegri e ambiti di tutta la città

  • Più che un quartiere è un piccolo paesino, interamente costruito nella roccia. Attraversando le piccole stradine che portano alle case dei 3.000 abitanti si vive la sensazione che la roccia stia pian piano inglobando tutte le costruzioni, in realtà questo paesello nasce come fortezza difensiva naturale, all’interno della quale hanno trovato riparo numerosi spagnoli nel corso dei conflitti degli ultimi secoli

  • Un quartiere-stato, che nel corso degli anni ha ottenuto una semi-libertà dalla città di Copenhagen grazie alla continua lotta delle comunità hippies contro le istituzioni governative danesi. Il distretto ospita diverse decine di associazioni e collettivi indipendenti, promotori di ideologie di libertà e autogestione che hanno dato vita ad una piccola cittadella dove tutto è legale, o quasi. Una delle poche regole, oltre al divieto di consumare droghe pesanti, è l’assoluto divieto di scattare foto senza il permesso degli abitanti