Advertisement
Sport

I 50 anni di Tyson: Essere e malEssere

Riccardo Signori
1 luglio 2016

MIKE TYSON

Tyson è arrivato a 50 anni. Visti i presupposti e gli inizi di vita e carriera è già una bella impresa. Soprattutto se a piede libero. Dici Mike Tyson e pensi violenza e brivido, pugni da ko, una vita tra Essere e malEssere. Essere è stata l’impresa della vita, malEssere le sue storpiature tradotte in divertimento personale. Tyson è stato per almeno 30 anni l’immagine di tutto quanto fa “bad”. In certi momenti è stata una gara spalla a spalla con Maradona. Solo che il grande Diego se la giocava con la droga. Invece il cannibale Tyson con tutto quanto gli capitava fra le mani e i denti, fossero anche le orecchie di Evander Holyfield che, poveretto, è stato inconsapevolmente scelto da Mike per incorniciare una delle sue malefatte più note e meno dannose: a se stesso. Invece finire in galera per stupro è stato il segno dell’eccesso, ma anche il naturale destino di un ragazzo sempre a caccia di guai e di donne, un tipo che ha dato e preso pugni come pochi.

Ora i 50 anni di Mike Tyson nato a Brooklyn il 30 giugno 1966, diventato professionista della boxe nel 1985, campione del mondo dei massimi dal 1986 al 1990, eppoi ancora nel 1996, il più giovane campione dei massimi di sempre, ecco questo esemplare di pugile oggi è un esemplare di uomo. Meglio: un uomo esemplare, fino a prova contraria. Così si fa vedere in pubblico, poi nel privato chissà. Ma per quei casi della vita, che non sempre sono originali e onesti, il Mike Tyson che ricorderemo, e che ha affascinato tutti, era quello cattivo. Difficile infilarlo nella top ten dei più grandi pesi massimi di ogni tempo. Prima di lui, tanto per citare: Joe Louis e Rocky Marciano, Jack Johnson e Muhammad Alì, Sonny Liston e Joe Frazier, Jack Dempsey e George Foreman. E forse qualcuno, da Bob Fitzsimmons a Gene Tunney, potrebbe lamentarsi per la dimenticanza. Per la fortuna di Tyson, e magari di quelli appena citati in classifica, ad eccezione dei primi quattro ogni valutazione poteva essere smentita dai fatti e da un incontro sul ring. Gli americani li hanno sempre chiamati i match del sogno, impossibili ma attraenti nell’immaginazione.

Mike_Tyson_1

Ma se, pugilisticamente, Tyson non è stato altro che un demonio dal pugno d’acciaio e dalla strategia approssimativa, nella top ten dei cattivi di ogni epoca si prende certamente i primi posti.

A ciascuno il suo. Che ne sarà stato di quel ragazzino che aiutava le vecchiette ad attraversare la strada per rapinarle? Oppure di quel miliardario che allevava piccioni nelle ville che sembravano castelli: 30 stanze, 11 saloni, 7 bagni e interni laminati in oro? Come definirlo, se non sfasciafemmine e sfasciacarrozze, intese come auto che, comunque, erano Mercedes, Bentley, Rolls Royce, Ferrari. Mike è stato un tipo che ha preso la vita al contrario e nel ring ha trovato la sua casa naturale dove esprimere il meglio di sé. I fantastici ko gli procurarono il soprannome di Kid Dinamite ed anche una montagna di danaro, poi gettato, sperperato, molto gli è stato sottratto durante la permanenza in prigione. Solo i figli lo ricondurranno al lato migliore del suo carattere.

Undici anni fa Tyson smetteva con la boxe dopo aver mandato tanta gente ko (44 sui 50 match vinti) ma aver subito qualche ko di troppo (5 volte su 6 sconfitte).

Oggi è un uomo segnato da tanti tatuaggi, da qualche tragedia, ma che ha ritrovato un equilibrio anche economico grazie ad impegni cinematografici(cose minime ma ben pagate), interviste e libri nei quali si racconta con dovizia di particolari scabrosi e autoaccusatori, si è messo a parlare di Benito Mussolini e Donald Trump con egual disinvoltura, senza dimenticare che Lui è un seguace di Allah. Di tutto un po’, un frullato di pensieri e parole improbabili. Meglio vederlo nei panni ultimi, e forse più consoni, del manager di pugilato: gestisce una ventina di speranzosi pugili.

 Questo è il cinquantenne Mike Tyson: il destino gli ha voluto bene, la boxe è stata la sua fortezza. I pugni forse la cosa più bella che ha posseduto.


Potrebbe interessarti anche