Leggere insieme

I diari di Cerise – Lo zoo di pietra

Marina Petruzio
6 agosto 2016

00

Panini Comincs porta in Italia, nella collana i Novellini dedicata ai più giovani, il primo dei tre volumi già pubblicati in Francia dal 2012, I diari di Cerise – Volume 1 –  Lo zoo di pietra.
Scritto da Joris Chamblain, sceneggiatore, e illustrato da Aurélie Neyret, il secondo volume della serie ha vinto, nel 2014, il premio Fauve Jeunesse al Festival di Angouleme.

1

Si presenta come un albo con la copertina rigida patinata. Un bosco incantato e fiorito fa da cornice a un medaglione centrale dove sono raffigurati una bambina, Cerise, e un leone.
All’interno, i risguardi in tinta unita sono in perfetta assonanza cromatica con la palette colori delle illustrazioni interne, dove dominano i rossi cupi, gli arancioni autunnali e i colori della terra. Del bosco, dove su un albero antico e nodoso una capanna segreta fa da rifugio a tre ragazze, poco più che bambine. Un punto di ritrovo, uno spazio intimo proprio dove scambiarsi confidenze, immaginare avventure e viverle. Un punto d’arrivo e di partenza ma anche di…osservazione.
All’interno la narrazione si alterna talvolta sotto forma di un diario intimo, personale, di taccuino sul quale appuntare note, reazioni, osservazioni, qualche polaroid, riflessioni su sé, sugli amici, sui genitori, sul luogo in cui si vive, scarabocchi, post-it, cose raccolte come foglie, stralci di giornale, mappe. Insomma, un vero e proprio diario raccontato a partire da un vecchio e affettivo C’era una volta. E talvolta invece come racconto dei fatti, di quello che è successo, del vissuto, sotto forma di graphic-novel. Sì, I diari di Cerise hanno i baloons e piccole scene come scatti di Polaroid.

2

Cerise è una bambina di dieci anni e mezzo, vive in un piccolo villaggio in campagna, in una grande casa con la sua mamma. Non è una monella, bambina dispettosa, no! Lei fa parte di quelle ragazzine curiose, dalla vivace intelligenza, intraprendenti e sempre in azione.
È stata proprio la mamma a regalarle il suo primo diario perché Cerise vorrebbe diventare una scrittrice di romanzi e per farlo bisogna scrivere, appuntare, incollare, disegnare!
Così le prime pagine del libro sono la presentazione di Cerise, del suo mondo e dei suoi desideri sul suo diario. Il suo tavolo, così come potrebbe essere quello di qualsiasi ragazzina. Qualche macchia d’inchiostro, colori e matite sparsi al bordo del foglio, i riccioli della matita temperata, qualche cancellatura, le sottolineature con colori diversi, forbici, appunti su foglietti, biglietti da visita, pezzi di tessuto e fotografie. Come non ricordare quei momenti!
Il proprio mondo affettivo che a dieci anni e mezzo sta cambiando. Da una parte la mamma alla quale si vuole bene comunque e sempre, sebbene a volte non sia più come prima: ci sono dei segreti e ci si interroga se sono reciproci, a volte si va d’accordo, altre no. Dall’altra un proprio mondo,  fatto di due amiche, quelle che senti essere quelle della vita, con le quali passi quasi la totalità del tuo tempo, un mondo tuo, autonomo e in parte segreto. Sono Line e Erica.
E poi l’intorno, i vicini, la signora Annabelle De’ Giardini, una scrittrice affermata di cui Cerise resta affascinata, di cui ricerca la compagnia, a cui dona le sue confidenze, a cui fa mille domande per capire e carpire i segreti della scrittura.
E poi un giorno, dall’alto della capanna sull’albero, mentre Line scatta foto con la sua Polaroid, sul sentiero appena uscito dal folto del bosco, un uomo, un vecchio, interamente ricoperto di pittura di tutti i colori.
Inizia così il racconto per immagini e ballons.
Una storia di lunghi appostamenti, di rituali che si ripetono, di indagini, di appuntamenti sussurrati, di fughe senza dare spiegazioni, di pedinamenti, per poi un giorno di fitta pioggia smarrirsi nel bosco e ritrovarsi davanti a un muro, alto, inesplorato, di cui nessuna di loro tre aveva mai sentito parlare.
Ritrovare in un bosco la strada di casa può non essere facile, soprattutto se piove a dirotto, ma ritrovare qualcosa nel bosco può essere impresa ardua e non di sicuro successo, così il muro trovato potrebbe essere nuovamente inghiottito dallo stesso bosco e celato al mondo chissà ancora per quanto, così come alle tre piccole investigatrici. Resta un fatto: quel muro l’hanno visto per cui…
Sino a che, come in tutte le indagini che si rispettano, qualche variopinta piuma piovuta dal cielo, un frullio d’ali, parole distinte in quel gracchiare, un impari inseguimento, riporteranno proprio a quel muro, ma questa volta in una giornata di sole.
Ma cosa c’è oltre e quell’uomo, l’uomo del mistero? Chi è e quel pappagallo ciarliero? 

3

La storia raccontata da Cerise è avvincente e rispecchia perfettamente l’entusiasmo della sua età.
La ricerca costante di avventura, che è degli scrittori, dei bambini e dei grandi lettori
, in un mondo che sta cambiando rispetto a quello vissuto sino a oggi, durante l’infanzia.
È un’avventura dall’epilogo fanciullo, un segno di speranza e di affetto, di solidarietà e collaborazione, di affermazione di sé e delle proprie idee rispetto a quelle a volte sorde o troppo protettive dei grandi.
Sul loro animo gentile e sul loro sguardo possibilista, lontano.
Il perché della pittura dai tanti colori, dell’uomo misterioso, di quel muro non si possono svelare, così come non si può svelare dove Oscar si è ritirato.
Un’avventura, una tenera storia che contiene un’idea poetica e affascinante.
…in attesa de I diari di Cerise – Volume 2

Di bambine determinate e avventurose come Cerise abbiamo già parlato qui e qui!

 

I diari di Cerise
di Joris Chamblain illustrato da Aurélie Neyret
Tradotto: Vania Vitali
Collana: Novellini
Edito: Paninicomics
Euro: 15,90
Età di lettura: dagli 8 anni per tutti


Potrebbe interessarti anche