I giovani in Europa possono partecipare e anche vincere

staff
21 novembre 2012

Cari lettori,
è con un importante premio, Mep Awards, conseguito, il 25 settembre quale migliore deputata europea per il Mercato interno e protezione dei consumatori, unica italiana e la più giovane vincitrice tra tutti i parlamentari europei, che intendo contraccambiare la fiducia concessami da migliaia di voi.
In questi tre anni mi sono occupata di dossier molto importanti e sensibili, alcuni tra i quali da relatrice per il Parlamento europeo: il regolamento sulla denominazione dei prodotti tessili, sulla sicurezza generale dei prodotti, sulla protezione dei dati/privacy e della ricerca. Da ultimo, non per importanza, è il regolamento sulla standardizzazione europea (ora legge in tutti i 27 Paesi dell’Ue), essenziale per la vita di tutti i cittadini.
Ho dedicato questo riconoscimento europeo, che premia secondo criteri di merito, al nostro Paese e ai giovani che iniziano la loro attività lavorativa in tempi così difficili. A loro, per dimostrare anche quello che sanno fare, va accordata la fiducia e date opportunità, ma, queste, devono essere ricambiate con un impegno serio, costante, sostenuto da risultati concreti e da solidi ideali etici e morali: realizzazione non è sempre e solo carriera, ma è soprattutto equilibrio, serenità, misura e buon senso.
Nessuno sconto, quindi.
Il giovanilismo non è di per sé una garanzia, come non lo sono neanche le quote rosa, del resto “l’umanità senza la donna sarebbe scarsa. Terribilmente scarsa”, una forza così comune, così diversa. “L’appartenenza” ‒ cantava Giorgio Gaber ‒ non è lo sforzo di un civile stare insieme, non è il conforto di un normale voler bene, l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé”. È condividere, andare oltre insieme.
Angelino Alfano, nel primo discorso da segretario del Pdl, ha indicato nel merito il principio di selezione nella politica e la bussola che debba orientare la nostra società. Ha sollecitato i giovani e le donne, a “non demordere e a lavorare sodo perché la capacità e la buona volontà alla fine portano ai risultati sperati”.
Al di là dell’aspetto personale, la lezione che ci arriva dall’Europa è che i giovani possono partecipare e vincere.
Sul campo, però.

A presto,
Lara Comi