Fotografia

I misteriosi scatti di Vivian Maier, la fotografa ritrovata

Valentina Garola
25 novembre 2015
Autoritratto, Giugno 1953 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Autoritratto, Giugno 1953 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg
Gallery, New York

Ha da poco inaugurato la prima mostra a Milano di Vivian Maier: un caso fotografico ricco di mistero capace di conquistare il mondo.

Fino al 31 Gennaio 2016 gli spazi in via Meravigli di Forma Meravigli ospiteranno infatti la personale “Vivian Maier. Una fotografa ritrovata”, curata da Anne Morin e Alessandra Mauro, con la collaborazione di Chroma Photography e promossa dalla stessa Forma Meravigli.

L’esposizione è appunto dedicata alla misteriosa figura di Vivian Maier, bambinaia per professione e fotografa per vocazione.

Senza titolo, senza data © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Senza titolo, senza data © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg
Gallery, New York

Una tata particolare, insomma, sempre con la macchina fotografica in mano, pronta a immortalare attimi di quotidianità nelle vie delle città in cui viveva, come New York e Chicago. La sua è una street photography a tutti gli effetti, in cui la strada diventa palcoscenico, i passanti gli ignari protagonisti. Quelli di fronte a cui lo spettatore si trova sono gli stralci di un vero e proprio diario personale in cui spiccano fotografie rubate al mondo dell’infanzia, ma anche ritratti di persone qualunque, gli emarginati, gli ignorati alla periferia del mondo, a cui l’artista guarda con sguardo benevolo e dolce. Di tutt’altra natura la ritrattistica dedicata a personaggi di diverso rango, i cosiddetti padroni, nei confronti dei quali è facile notare un atteggiamento più duro e aggressivo.

Quello che dell’esposizione più colpisce, tuttavia, sono i numerosi autoritratti: coinvolgono lo spettatore, lo catturano grazie alla loro potenza, lo immergono tutto nell’universo della Maier; sono il mezzo, per così dire, con cui la fotografa vuole “trovare il suo mondo per esistere”, il suo personale spazio. Il lascito per quel pubblico che in realtà la Maier non ha mai voluto o potuto avere. La sua è una figura imponente ma discreta, severa e decisa, tutta avvolta nel mistero: le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita e molti dei suoi rullini non sono stati sviluppati; è come se l’artista abbia voluto fotografare solo per se stessa, conservando il suo lavoro come un bene prezioso, assolutamente intimo e personale.

New York, 10 Settembre, 1955 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

New York, 10 Settembre, 1955 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Le opere di Vivian Maier sono state scoperte e rese note al mondo grazie all’agente immobiliare John Maloof che nel 2007, durante un’asta, acquistò parte dell’archivio della fotografa. Incuriosito da questa Mary Poppins fotografa sconosciuta, decise di realizzare un documentario sulla sua figura, “Alla ricerca di Vivian Maier”; proprio in occasione della mostra in Via Meravigli il 25 Novembre Apollo Spaziocinema proietterà il film e dalla prima settimana di dicembre per tutta la durata dell’esposizione la pellicola sarà in programmazione al Cinema Beltrade.

La mostra è accompagnata dal libro “Vivian Maier. Una fotografa ritrovata”, pubblicato da Contrasto.

 

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
Dal 20 novembre al 31 gennaio 2016
Forma Meravigli, Via Meravigli 5, 20123 Milano
Orari: tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00; giovedì dalle 12.00 alle 23.00
Info: 0258118067

 


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