Cinema

I monuments men di Clooney

Giorgio Raulli
14 febbraio 2014

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Durante la Seconda Guerra Mondiale una speciale sezione dell’esercito americano, composta da esperti ed estimatori d’arte, ha il difficile compito di ridurre al minimo i danni alle opere rubate dai nazisti e recuperare ogni manufatto artistico per opporsi alla volontà di Hitler di distruggere ogni cosa dopo la sua morte. Frank Stokes (George Clooney), James Granger (Matt Damon), Richard Campbell (Bill Murray), Jean Claude Clermont (Jean Dujardin) e Walter Garfield (John Goodman) si cimenteranno in un’impresa pericolosissima, mossi dal loro amore per l’arte.

George Clooney;Matt Damon;John Goodman;Bob Balaban

Clooney ha scelto di riprendere in mano la macchina da presa, dirigendo una storia vera tratta dal libro Monuments Men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia, scritto da Robert Edsel nel 2009; l’appeal del war-movie, declinato finalmente secondo un punto di vista insolito, sorretto da un incredibile cast di star (c’è anche Cate Blanchett), faceva sperare che Monuments Men avesse i numeri giusti per poter funzionare. E invece l’impostazione registica classica di Clooney allenta parecchio il ritmo della narrazione, alternando momenti secondari a sequenze significative e tensive, sempre un tono sotto però.

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L’aspetto peggiore è tuttavia l’eccessiva retorica, proprio quella retorica e quel patriottismo che avevano già stancato decenni fa; un certo cinema americano che ancora punta sui successi ottenuti contro le follie naziste per risollevare il morale del Paese è sinceramente anacronistico. Ci si sarebbe aspettati che l’arte, il talento, la genialità umana che ha donato all’umanità così tante opere fossero stati i soggetti della trama: ci troviamo invece al solito “noi” pronunciato da un esercito americano fatto di divi di Hollywood. Quella che doveva essere un’occasione per celebrare i patrimoni culturali dell’uomo e per comprendere quanto dipinti e sculture costituiscano davvero una memoria fisica che definisce quelli che siamo oggi, non è stata purtroppo efficace quanto ci si sarebbe aspettati.

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Inoltre, all’inizio del film sembra quasi di essere di fronte ad un Ocean’s Eleven “versione soldati”, in cui vengono articolati i dettagli della missione e il buon Clooney intraprende il reclutamento degli uomini migliori: tra pathos e virgole comiche pare che manchino soltanto Brad Pitt e Julia Roberts. Monuments Men è in ogni caso un film interessante, se non altro per l’aspetto “artistico” della trama, ma probabilmente dividerà in due i giudizi del pubblico; il dramma e il conflitto di alcuni uomini, scandito da momenti tragici e qualche sprazzo di commedia, che non guasta mai (o quasi), purtroppo non lo fa mai decollare veramente. Rimane così una pellicola che vuole ma non può, osa ma non ci riesce fino in fondo.

Giorgio Raulli


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