Arte

I mostriciattoli di Bosch in mostra in laguna

Elisa Monetti
18 febbraio 2017

Il Trittico di Santa Liberta o Wilgerfortis

Nel cinquecentenario della morte, Venezia celebra la vita di uno dei maggiori artisti olandesi tardo-quattrocenteschi: Hieronymus Bosch.

Fino al 4 giugno Palazzo Ducale riserverà infatti alcune delle sue sale alle sublimi opere dell’artista: insieme alle grandi mostre monografiche di Boscoducale (s-Hertogenbosch, città che ha dato i natali dell’artista) e Madrid, Venezia racconta l’opera del pittore esponendo, come cuore pulsante, tre preziose opere di Bosch tutt’ora conservate nel capoluogo veneto (a Palazzo Grimaldi e a Palazzo Ducale).

Trattasi di tre tavole databili intorno al tramonto del 1400. Il Trittico di Santa Liberta o Wilgerfortis rappresenta la Santa crocefissa al centro e nelle ali di destra e sinistra, rispettivamente, un monaco intento ad istruire un soldato e Sant’Antonio in meditazione; la tecnologia a raggi X ha permesso di scoprire, coperta da successivi strati di pittura, la figura inginocchiata del committente su entrambe le ali.

Il Trittico dei Santi Eremiti

Il Trittico dei Santi Eremiti, poi, rappresenta i santi Girolamo, al centro, Antonio abate, a sinistra ed Eligio a destra. Tutti catturati in un momento di preghiera e profonda meditazione. Questa tavola venne gravemente danneggiata in un incendio e pesantemente ridipinta, soprattutto nella sezione di cielo e paesaggio centrali; illesa e intatta è comunque rimasta la firma del grande artista, nel San Girolamo, in baso a destra in eleganti lettere chiare su sfondo scuro.

In esposizione, infine, Polittico delle Visioni dell’Aldilà, che rappresentano uno dei temi più cari a Bosch, nonché quello che, più di altri, l’ha consegnato alla storia: la definitiva condanna dei Dannati ad un’eternità di sofferenze contrapposta alla salvezza dei Beati. Per la prima volta nella storia dell’arte, un artista riesce a dare forma agli incubi e alle speranze dei fedeli del suo tempo, riesce, pennello alla mano, a dare immagine ai tormenti promessi dalla porta dell’Inferno e alla beatitudine che pervade l’ascesa in Paradiso.

Polittico delle Visioni dell’Aldilà

Queste tavole vantano inoltre un recentissimo restauro che le ha rese più leggibili e capaci di illuminare studiosi e critica circa molte questioni ancora oscure della vita, ancora per molti versi misteriosa, del loro autore. Tra i vari temi da queste smossi, l’importante ruolo che l’opera di Bosch ha avuto per l’arte italiana e viceversa.

Oltre ai capolavori dell’olandese, viene presentato, tramite alcune opere, il contesto del collezionismo cinquecentesco veneziano, lo stesso collezionismo che tanta passione ha avuto per mostriciattoli, incendi e visioni oniriche – dalla testimonianza di Marcantonio Michiel sulle opere di Bosch a Venezia.

 

Jheronymus Bosch a Venezia
18 febbraio 2017 – 4 giugno 2017
Palazzo Ducale, Piazza San Marco 1, Venezia
Orari:  fino al 31 marzo, tutti i giorni 8:30-17:30; dal 1 aprile, 8:30-19:00


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