Cinema

I Nerd col mantello: kick-ass

staff
15 aprile 2011


Dopo più di un anno dalla release statunitense, esce anche in Italia “Kick-Ass”. Per gli elevati costi sulla vendita dei diritti e anche per la presenza nel film di scene di violenza che coinvolgono dei minori, la pellicola era rimasta in sospeso finché, a fine 2010, la Eagle Pictures ha annunciato l’acquisizione dei diritti per la distribuzione italiana.
Grottesco, irriverente, ironico, citazionista, violento e surreale, “Kick-Ass” porta la figura del supereroe ad un altro livello, facendone il suo punto di forza e prendendosene gioco. Registicamente originale, se si considera il basso budget a disposizione, il film (come il fumetto da cui è tratto) gioca sulla condizione umana di supereroi e supercattivi, che devono scontrarsi con la dura realtà quotidiana e con i rapporti che essi intrecciano con le persone comuni.
La colonna sonora di Mika, che ha imperversato nei palinsesti delle nostre radio per tutta la scorsa estate, già annunciava il perno fondamentale attorno il quale gira tutta la trama del film, ovvero “sfigato è bello”. La ormai conosciutissima serie della CBS “The Big Bang Theory” ha dato il calcio d’inizio alla moda dei “nerds” e ad una loro riabilitazione in una società come la nostra dove si deve solo apparire.
“Kick-Ass” si inserisce perfettamente in questo contesto: il protagonista Dave Lizewski è un normale adolescente che sogna la realizzazione e la popolarità; riscattando lo stereotipo del “ragazzo sfigato senza arte né parte” si trasforma velocemente in un fenomeno capace di catturare l’attenzione del pubblico. La grande forza della pellicola sta proprio nella lungimiranza di cambiare questa nuova tendenza mediatica del nerd-protagonista in supereroe-nerd, seguendo il filone cinematografico che da ormai un decennio affonda le radici nei fumetti di supereroi.
Basti solo citare i film che le majors hanno da tempo annunciato, come “Capitan America” o “Thor”, ma anche l’intenzione di produrre veri e propri rifacimenti di intere saghe come Spider-Man o Batman di Christopher Nolan; si vanno a ripescare dalla memoria anche dei superheroes minori, a cui magari il grande pubblico non prestava più attenzione (per il 2011 dalla casa di Bugs Bunny è prevista l’uscita di “Lanterna Verde” e si parla già di un sequel). Molti attori e registi hanno rivendicato la loro passione per le avventure dei supereroi in maniera più o meno marcata; Nicolas Cage è un esempio lampante: non solo si è scelto il cognome d’arte prendendolo da un personaggio Marvel ed ha chiamato il figlio Kal-El (il nome kryptoniano di Superman), ma è stato anche in lizza per il ruolo di Goblin in “Spider-Man” ed ha interpretato (e prodotto) “Ghost Rider”. Non ci stupiamo quindi che sia evidentemente galvanizzato nell’interpretazione di Big Daddy in “Kick-Ass”, risultando un esilarante imitatore del Batman di Adam West del telefilm degli anni 60.

Giorgio Raulli


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