Leggere insieme

I pisolini di Polly

Marina Petruzio
1 ottobre 2017

Se c’è un genio nella storia della letteratura per l’infanzia, questo è senza alcun dubbio Peter Newell e I pisolini di Polly sono come l’esclamativo a fine pensiero. Che poi alle stampe, ai giorni nostri, lo abbia dato Orecchio Acerbo ci dà la sicurezza di poter affermare quanto sopra con felice leggerezza. Dove la felicità sta anche nell’averlo in tasca a qualsiasi età.

La prima volta che apparve Polly, e forse lo fece addormentandosi subito dopo, era il 1906: non era tra le pagine di un libro, ma su quelle di un giornale, il New York Herald, e sicuramente era domenica, quindi un pisolino qui e là ci stava tutto.

I suoi pensieri stavano in un baloon e tra un sonnellino e l’altro quella riga bianca, quello spazio in cui potevi, anche senza chiedere permesso, tuffarti nel suo sogno e farlo anche un po’ tuo, verificando poi, nella vignetta successiva, se c’eri stato veramente o se, al contrario, era stata un’esperienza solo tua, farina del tuo solo sacco, insomma!

Polly è una bambina pare in età prescolare, almeno da quel che si vede sembra non andare ancora a scuola – i suoi pisolini erano in effetti domenicali e non si hanno notizie in realtà che riguardino la sua settimana, che non ci resta che immaginare decisamente dinamica! Col gioco, tra casa e giardino, in solitaria, occupa la sua giornata, vive avventure tra le più esilaranti ma anche spaventose, con capovolgimenti di situazioni e finali inaspettati, a volte col botto! Chiaro è che così un pisolino qui e là ci stava tutto.

Come quella volta che, per esempio, mentre era in giardino il pupazzo a molla saltò fuori dalla scatola e divenne grande come un bambino e la imprigionò. Ha, ha!, rise lui mentre lei a mano mano rimpiccioliva e lui mano a mano si ingrandiva, scambiando le parti, modificando il gioco… Ora ti chiudo nella scatola così vediamo se ti piace. La rivolta del giocattolo, la perfidia di chi finalmente libero e potente rende al suo tiranno pan per focaccia! Era il 1906 e la Pixar ancora non esisteva.

E mentre Polly cerca di ribellarsi, facendo notare a tutti il suo carattere e la sua capacità di resistere e lottare, un poderoso bang! la sveglia! La scatola del pupazzo a molla ha ceduto sotto il peso di una tenerissima bambina che durante l’impegnativo gioco, la spaventosa avventura, vi si era addormentata sopra!

Solo il lettore sà che quel poderoso bang! era stato causato da Polly che, cessata la schiavitù dell’essere un pupazzo a molla, nella scatola si ingigantiva sempre di più raggiungendo alfine le sue reali dimensioni a scapito della piccola scatola e delle sue pareti decorate! Sempre in bilico tra realtà e finzione.

O come quella volta che volò, aggrappata al suo palloncino, piuttosto lontano, dal suo giardino a un accampamento di indiani immobili che, volendo scagliare una freccia contro la sua improbabile mongolfiera, la fecero esplodere proprio là, in giardino, sotto all’albero dove, in una giornata molto calda Polly si addormentò beatamente appoggiandosi al suo molto gonfio palloncino! Ma si sa, e si sapeva già da allora, gli indiani son fatti così! A loro, ancora oggi, piacciono le frecce!

O come quando facendo le bolle di sapone si ritrovò con la testa nella boccia dei pesci rossi. O quando fuggì a bordo di una veloce automobile inseguita da un demone spaventoso lasciando il budino al cioccolato sulla stufa a gas!

Oggi Polly è tra le pagine di un libro, di piccolo formato, dalla copertina di un bel cartone spesso. Le sue avventure son descritte a parole nella bella traduzione di Marco Graziosi, sempre sulla pagina di sinistra dove non sfugge il progetto grafico. Mentre la narrazione per immagini sempre a destra, per chi volesse – ma soltanto perché piccolo – ignorare per un attimo il testo. Che a guardarlo poi veloce sembra quasi un flipbook. A memoria della striscia un riquadro nero, sottile, che racchiude l’immagine per tenerla lì, davanti agli occhi di chi dopo, forse, vorrà schiacciarsi un appagante pisolino!

Sospesa tra le epoche, come tra sogno e realtà, lascia Newell la piccola Polly elegante nel suo abitino libero da busti e gabbie, in un plumetis ottocentesco o in leggera cotonina a pois stampati come le bimbe cominciavano a vestire nel più tardo Novecento. Lasciandola comunque bambina a vivere la sua infanzia di scoperte e sperimentazioni!

 

 

I pisolini di Polly
di e con le illustrazioni di Peter Newell
edito da Orecchio Acerbo
euro 14,00
età di lettura per tutti!


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