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I rischi del Fracking

Marco Pupeschi
11 aprile 2014

Grazie alla tecnica estrattiva del fracking gli Stati Uniti raggiungeranno l’indipendenza energetica nel 2020.

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Con il fracking si ottiene metano e petrolio dagli scisti bituminosi, rocce formatesi per sedimentazione in seguito alla decomposizione di materiale organico, largamente presenti nel sottosuolo di molti stati americani. Essa comporta il pompaggio di acqua ad alta pressione insieme a sabbia e a “modeste” quantità di prodotti chimici, al fine di aprire fessure negli strati di rocce scistose e liberare così il gas naturale lì intrappolato. Al momento il fracking è sotto monitoraggio a livello internazionale a causa di preoccupazioni per i rischi di contaminazione chimica delle falde acquifere e dell’aria.

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In alcuni paesi l’uso di questa tecnica è stata sospesa o addirittura vietata; fra i maggiori oppositori del fracking c’è, inoltre, l’associazione Food and Water Watch, che ha già produtto due documentari sui disastri ecologici di questa tecnica estrattiva. Per gli attivisti il fracking potrebbe infatti causare fuoriuscite di gas non controllabili ed anche esplosioni – che hanno già coinvolto case e persone in America.

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A. Scott Anderson, consulente dell’Environmental Defense Fund, a difesa del fracking ha dichiarato al Wall Street Journal: “I casi di inquinamento della falda acquifera venuti alla luce fino ad oggi sono stati immancabilmente causati da problemi nella costruzione dei pozzi”. Ovvero non vengono adeguatamente sigillati con cemento; ma questo non è un problema connaturato al fracking. C’è però da ricordare che anche il direttore della centrale di Cernobyl soleva dire che: “Le macchine sono perfette, sono gli uomini che sbagliano”. Sappiamo troppo bene come è andata a finire.

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Il presidente Barack Obama, in un discorso a Georgetown il 26 Giugno 2013, sembra aver chiuso la questione affermando: “Talvolta vi sono dispute in merito al gas naturale ma lasciatemi dire una cosa: dobbiamo rafforzare la nostra posizione di principale produttore di gas naturale perché, almeno nel medio periodo, non solo il gas può offrire energia sicura e a buon mercato”.

Insomma, in America la battaglia è persa, ma in Europa (e in Italia) i giochi sono ancora aperti.

Marco Pupeschi


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