Letteratura

I romanzi dell’anno

Maria Stella Gariboldi
31 dicembre 2014

Sarà un 2015 di libri. Si comincia con un gennaio di fuoco, in cui rivedremo il libreria Umberto Eco (con Numero Zero, Bompiani), Michel Houellebecq con il già controverso Sottomissione ed Erri De Luca, che nel breve La parola contraria (Feltrinelli) racconterà la vicenda giudiziaria che lo ha visto accusato di istigazione a delinquere per aver espresso le sue opinioni anti Tav.

Ma c’è sempre tempo per recuperare la lettura di alcuni romanzi che hanno segnato l’anno che volge al termine.

Storia della bambina perduta, pubblicato a fine ottobre da E/O, merita un posto di riguardo tra i memorabili del 2014, per diversi motivi.

Perché con questo ultimo capitolo si chiude la tetralogia de L’amicgeniale, una narrazione ricchissima su livelli differenti, appassionante, opulenta e anche femminista. Perché di Elena Ferrante non si sa ancora nulla, non solo nome e cognome reali, ma nemmeno genere ed età. Perché i Neapolitan novels della Ferrante sono stati segnalati dal New Yorker, e l’autrice (l’autore? In fondo non importa) è stata intervistata dal New York Times, oltre che segnalata come uno dei 100 pensatori più influenti secondo la rivista Foreign Policy per la sua fiction “onesta e anonima”.

Se vi siete persi i primi tre capitoli della storia di Elena e Lila ovviamente il consiglio è di andare a recuperare prima quelli, il resto verrà da sé.

“Storia della bambina perduta” di Elena Ferrante, edizioni E/O, pp. 464.

2.1

Da un autore molto prolifico ad una scrittrice che a poco più di cinquant’anni è un’autrice di culto con solo tre romanzi pubblicati.

La rarità con cui i libri di Donna Tartt vedono la luce è diventata una delle sue caratteristiche più conosciute: a distanza di circa un decennio l’uno dall’altro, ecco in libreria Dio di illusioniIl piccolo amico e finalmente Il Cardellino. Il cardellino è il soggetto di un piccolo dipinto olandese che accompagna la vita di Theo Decker da una costa all’altra degli Stati Uniti, in un percorso di crescita particolarmente difficoltoso e segnato da ricordi infelici, un amore non corrisposto, amicizie pericolose e tradimenti. A cui si aggiunge una propensione per il rischio e l’eccesso che porterà la formazione di Theo a contatto con il crimine e toni da thriller.

Uscito negli Stati Uniti a ottobre 2013, Il cardellino è stato tradotto e portato in Italia da Rizzoli nel marzo 2014, e un mese dopo vince il Premio Pulitzer per la narrativa.

“Il cardellino” di Donna Tartt, Rizzoli, traduzione di M. Zilahi De’ Gyurgyokai, pp. 896.

3

E’ partito in sordina per rivelarsi uno dei romanzi italiani più interessanti dell’anno. Stalin+Bianca è il secondo romanzo di un giovane autore, Iacopo Barison, ed è stato pubblicato da una piccola casa editrice, Tunuè, che dopo una lunga specializzazione in fumettistica inizia a dedicarsi alla narrativa con una collana diretta da Vanni Santoni. Un esordio modesto che smentisce una triste legge del marketing e del consumo, per cui il successo si garantisce in gran parte con un lancio sensazionale.

Invece che essere preceduto da una pubblicità roboante, la storia del ragazzino Stalin, baffuto e con problemi di gestione della rabbia, e della poetessa cieca Bianca si fa strada da sola, parlando per sé. E parla di un mondo ostile senza arcobaleni, in cui due adolescenti diversi tra loro fuggono insieme ritraendo un wonderful world postapocalittico ma limpido e lirico. Lui con la sua cinepresa, lei con un registratore a cui detta poesie.

“Stalin + Bianca” di Iacopo Barison, Tunuè, 175.

4

Non solo Giorgio Fontana ha vinto a 33 anni il Premio Campiello, ma lo ha fatto forte di un buon distacco dai favoriti Michele Mari e Mauro Corona. Fontana è uno scrittore giovane che nel suo Morte di un uomo felice racconta di un periodo pesante, gli anni ’80 italiani, in cui lui era ancora neonato. Con le indagini del magistrato milanese Giacomo Colnaghi, impegnato nella soluzione dell’omicidio di un politico democristiano, Fontana ha scritto un ottimo poliziesco riflessivo.

Giacomo appartiene a un ambiente cattolico e moderato, ma la sua stabilità è attraversata da inquietudini profonde dovute anche alla storia del padre, morto da partigiano dopo aver lasciato la famiglia in un impeto di giustizia e ribellione. Il personaggio del magistrato diventa una figura in cerca di senso, nelle sue indagini ma soprattutto nella vita e in un momento di confusione e terrorismo.

“Morte di un uomo felice”, di Giorgio Fontana, Sellerio, pp. 280.

Storia di una ladra

Tra i romanzi più letti del 2014 spicca Storia di una ladra di libri: la storia della bambina che sottrae libri alla distruzione nella Germania nazista è il libro più venduto dell’anno.

Sull’onda delle 450.000 copie vendute, Frassinelli sta per pubblicare un altro romanzo di Markus Zusak: si intitola Io sono il messaggero, è stato scritto nel 2002 e sarà nelle librerie italiane dal prossimo 2 gennaio.

“Storia di una ladra di libri”, di Marcuz Zusek, Frassinelli, traduzione di Gian M. Giughese, pp. 576.


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