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I sogni diventano realtà a Wimbledon

Luca Micheletto
7 luglio 2015

wimbledon

Cosa vi verrebbe in mente se qualcuno vi parlasse di Wimbledon? Il tennis ovviamente. Ma anche alcune peculiarità che lo differenziano decisamente dalle altre competizioni, come gli Internazionali di Roma e i Roland Garros di Parigi: innanzitutto il dress code che impone il total white per i giocatori, che devono così abbandonare i colori sgargianti che sono soliti indossare; e poi i leggendari campi d’erba – che dev’essere alta esattamente 8 millimetri – e vengono curati scrupolosamente tutto l’anno da una squadra di 15 tecnici.

Ma da cinque anni Wimbledon significa anche caffè, grazie alla partnership di successo avviata nel 2011 con Lavazza, vera e propria icona del made in Italy. Alla base della collaborazione in primis cultura, tradizione, autenticità ed eccellenza, valori condivisi dall’azienda torinese e dal più antico e prestigioso torneo di tennis al mondo.
E così la pausa caffè si è imposta a Wimbledon, diventando un “rito”, un momento di socialità al pari del tradizionale fragole e champagne.

Judy Murray & Caroline Wozniacki

Anche – e soprattutto – durante la famosa “Queue” formata da migliaia di appassionati che desiderano aggiudicarsi gli ultimi biglietti disponibili per i match in programma e che vengono rifocillati con l’autentico espresso italiano per rendere più piacevole un’attesa che a volte può durare molte ore.

E grazie a Lavazza anch’io ho potuto vivere in prima persona la fantastica esperienza di Wimbledon, un appuntamento all’insegna della raffinatezza britannica che non lascia nulla al caso: dalle centinaia di hanging baskets pieni di fiori disseminati in ogni angolo alle divise dei guardalinee che sembrano usciti da un set d’altri tempi. Sugli spalti, addio a canotte e infradito e largo a cappelli in paglia e abiti in lino, sempre pronti ad accogliere i membri della famiglia reale che potrebbero palesarsi da un momento all’altro nella Royal Box del Center Court.

Ma da buoni imprenditori gli inglesi non si lasciano scappare l’occasione per ingolosire le centinaia di migliaia di persone che si recano a Wimbledon ogni anno. E così è un tripudio di bianco, viola e verde su t-shirt, tazze, magneti e teddy bears in vendita nei discreti shop, letteralmente svaligiati ad ogni ora. Perché in fondo chi non vorrebbe portarsi a casa un pezzo di questo sogno che ogni anno diventa realtà tra giugno e luglio?


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