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I veri frivoli siete voi!

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1 settembre 2011

Inizia finalmente un nuovo anno “giornalistico” (lo scrivo tra virgolette perché dati i precedenti, non vorrei essere accusata di impossessarmi impropriamente del titolo di giornalista, perché effettivamente non lo sono e forse non mi interessa neanche esserlo!) e spero mi scuserete se mi ritrovate leggermente “incattivita”. La verità è che sono veramente stanca di sentirmi dire che la MODA E’ FRIVOLEZZA. Frivole potranno al massimo essere le persone che la interpretano. La moda è arte, e non lo dico perché questa possa apparire la stupida scusa che adducono tutti quando vengono accusati di occuparsi di sciocchezze. La moda è arte. E’ la sacrosanta verità. A voi gli impressionisti sembrano frivoli? Eppure Manet in “ Colazione sull’erba” ha dipinto con estrema cura e verisimiglianza gli abiti dei due uomini distesi accanto ad una prostituta nuda che volge lo sguardo provocante verso lo spettatore. Pensate che l’opera lirica sia frivola? E allora l’abito della ferina Carmen rosso fuoco e nero non sarebbe passato alla storia. Pensate che il cinema sia frivolo? E quindi nessuno di voi ricorderà i tubini neri di Givenchy di Audry, o l’abito nero senza spalline di Anita Ekberg ne “La dolce vita” di Fellini. La letteratura, dunque, altra frivolezza secondo voi? Dacia Maraini quindi sarebbe stata la regina delle stupide nel dedicare lunghe descrizioni agli abiti della Marianna Ucrìa di Bagheria! E sì, io sono anche tra quelle che venerano Vogue e non perché da Anne Hathaway in poi vada di moda, e neanche perché mi piaccia Anna Wintour, che io trovo un’ottima direttrice, ma troppo snob per i miei gusti, ma perché io mi accingo alla lettura di Vogue con evidenziatore giallo in mano, come se stessi per studiare le guerre puniche e questo perché molti dei giornalisti che vi ci scrivono sanno quel che dicono e lo dicono oltretutto molto bene (a proposito di questo vi consiglio la lettura dell’articolo “Back to the Rules” del numero di Agosto!). Frivoli sono tutti coloro che sfogliano i giornali di moda e guardando solo le immagini, tra l’altro annoiandosi un sacco, considerato che mediamente le pubblicità si ripetono identiche! La moda non è fatta solo di belle ragazze in copertina, ma è fatta di storia del costume. Io ne so sicuramente poco ed è per questo che mi accosto all’argomento “Moda” con la stessa sacralità che riserverei a Dostoevskij. Questo mio sfogo per dire cosa? Per dire che la prossima volta che mi troverò di fronte persone ridicole al punto tale da asserire che la moda è qualcosa di inutile, è qualcosa che piace solo alle ragazzine viziate e alle figlie di papà, con la solita mia educazione arricchita da una dose abbondante di acidità, consiglierò loro di leggere Madame Bovary, o La lunga vita di Marianna Ucrìa, o i capolavori di Balzac! Chissà se così si renderanno conto che la moda è comunicazione…. e che loro invece ogni tanto dovrebbero imparare a tacere!

 

St.efania