Arredamento

Icone del design: la poltrona Vanity Fair

Davide Chiesa
21 marzo 2017

Chi non conosce o non ha mai visto questa poltrona dalle forme rotonde e morbide in una fiera, in un negozio, o a casa di amici? È una poltrona nata dalla fantasia di Renzo Frau nel 1930, in un periodo storico in cui il design tedesco aveva proposto l’eliminazione di tutte le decorazioni dagli oggetti di design e in cui si voleva trovare un nuovo modo di vivere e un nuovo stile che fosse adatto alle esigenze di quei tempi.  E così è nata Vanity Fair, che all’inizio della sua storia si chiamava semplicemente modello 904 e che ha preso questo nome negli anni ‘80 per celebrare la famosa rivista. Fin dalla sua nascita si è subito imposta come un oggetto classico, timeless, elegante, simmetrico, che sono le qualità che fanno di un pezzo di design un pezzo iconico. In questa poltrona si rivedono le forme delle poltrone classiche dell’ottocento ma con dei dettagli che rimandano allo stile ionico, soprattutto nei frontali dei braccioli.  Ci sono particolari poi che la rendono davvero unica, come le file laterali di bottoncini rivestiti in pelle o i piedini dalle tipiche forme art déco. Pur essendo una poltrona dalla forma semplice e immediata, la lavorazione è tutt’altro che facile; per realizzare una Vanity Fair ci vogliono 21 ore di lavorazione, 9 m quadri di pelle, quasi 50 molle d’acciaio, 5 kg di piuma d’oca per la seduta, 275 chiodini rivestiti in pelle e tanto altro materiale, oltre ad una produzione rigorosa e attenta ad ogni passaggio, di quelle che fanno del design made in Italy una delle eccellenze mondiali di cui andiamo orgogliosi.  Ancora oggi la Vanity Fair viene prodotta con un numero di serie, oltre al primo e originale colore rosso Cina oggi si possono scegliere tantissime varianti e Poltrona Frau ha addirittura realizzato un modello per bambini, ovviamente solo quelli design addicted.  Onnipresente, iconica, storica, colorata, elegante, Vanity Fair ci accoglie sempre con il suo comfort unico e il suo gusto retrò.

www.davidechiesa.com


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