Destinazioni

Il Salone del Mobile a Milano e la Biennale a Marrakech

Barbara Micheletto Spadini
19 aprile 2012

Dopo aver tagliato il traguardo della 51esima edizione, martedì 17 aprile, il Salone del Mobile di Milano, parallelamente ai Fuori Salone, anima la città con appuntamenti che partono dal polo fieristico di Rho, fino ad arrivare al cuore vibrante della città. Cinque le tappe nelle aree clou del design. A Brera che, per l’occasione, sarà costellata di totem segnaletici, sono in calendario quattro grandi eventi: l’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano firma la mostra “Vivere alla Ponti” in via Solferino 19, ispirata dalla creatività di Giò Ponti; a Palazzo Cusani gli esterni saranno reinterpretati dagli architetti Ludovica e Roberto Palomba; lo spazio di Valcucine in corso Garibaldi diventa sintesi narrativa della creatività di domani, impegnata sul fronte del riciclo e del riutilizzo; la Lomography Gallery di via Mercato, 3 si trasforma in info point e workshop per i fotografi. 
In Porta Romana, l’Ied di via Sciesa diventa sede di mostre e performance in collaborazione con Plust design; il Teatro Franco Parenti si fa palcoscenico per l’Elita Festival, mentre alle Terme di Milano va in scena un evento all’insegna del relax promosso da Redbull. 
La zona di via Tortona é la più multiculturale di Milano, con le rassegne di esponenti provenienti dal Brasile, dalla Turchia, dalla Serbia, dalla Francia e dall’Olanda nell’ambito della Tortona Design Week. Torna nel circuito del Superstudio il Temporary Museum for New Design 2012, in via Tortona 27 al Superstudio Più, integrato dagli appuntamenti al Superstudio 13 di via Forcella: un happening alla sua quarta edizione, ideato da Gisella Borioli con la direzione artistica di Giulio Cappellini. Al Ventura Lambrate sono in primo piano creatività e sperimentazione e anche la zona di via Mecenate rientra nel circuito di Milano Design Network, offrendosi al pubblico come mini-città creativa. L’ultimo perimetro apparso in ordine di tempo é il Porta Venezia in Design/Liberty. In zona due focus paralleli: il primo su negozi e showroom che espongono le novità creative, il secondo incentrato sullo stile Liberty che caratterizza tutta la zona, permettendo la riscoperta di capolavori artistici, seminascosti ai visitatori.
In corso, nella seduttiva perla del sud, adagiata tra il deserto del Sahara e la catena dell’Atlante, la Biennale di Marrakech, il cui tema é “Surrender”. Giunta alla quarta edizione, il tema della Biennale che avrà luogo (ma non nella sua totalità) fino al 3 giugno, é un invito ad aprire le proprie vedute e a “surrender yourself”. Universo open mind, aperto al nuovo e alle idee non solo in tema di arte e di architettura, ma anche riflettori puntati sulle arti visive, con proiezioni e dibattiti in numerose location, tra le quali il celebre Dar Chérifa. Tante le sedi coinvolte dall’evento: dal Théâtre Royal alla cisterna della moschea di Koutoubia, dalla fondazione Dar Bellarj al Dar al-Ma ‘Mun, a 14 km da Marrakech. L’evento più significativo della biennale é l’esposizione collettiva Higher Atlas, a Cartography of the Beyond, curata da Carson Chan, cino-canadese e Nadim Samman, residente a Londra. Attraverso questa mostra i curatori desiderano presentare una cartografia di “un oltre” e di un “al-di-là” che permetta ai fruitori di vedere la città e afferrarne meglio il contesto. Scopo della Biennale, attraverso la collaborazione con le università e gli artigiani locali, é la valorizzazione dell’identità culturale marocchina. Tre mesi di biennale per sottolineare quanto il Marocco sia un paese dinamico, promotore di idee internazionali e progetti intellettuali. Vanessa Branson, moglie del collezionista d’arte e filantropo Robert Devereux, é l’organizzatrice della Biennale, da lei fortemente voluta per discutere temi come l’identità, i diritti delle donne, la libertà di parola e, soprattutto, il pensiero libero e creativo. – marrakechbiennale.org
Per chi desidera alloggiare in un luogo da sogno, con 21 suites, 3 piscine, una spa-hammam, cinema, libreria, giardino e cibo biologico, Vanessa Branson, oltre ad essere la curatrice della Biennale, é proprietaria del seicentesco riad el-Fenn. – riadelfenn.com

 

Barbara Micheletto Spadini

 

Credits: foto di Paolo Cacioppo


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