Destinazioni

Messico, colore e immaginazione

Barbara Micheletto Spadini
6 dicembre 2012

Il Messico, in quanto a storia ed attrattive, non é secondo a nessuno: l’incredibile trasparenza delle acque del Mar dei Caraibi, l’imponenza delle piramidi atzeche, dei templi maya e delle cattedrali barocche, la grandiosità dei canyon, le enormi foreste per non parlare poi della grande varietà delle sue città. Dallo splendido contesto caraibico di Tulum ai vivaci colori delle pitture murali di Bonampak, nel cuore della giungla, dalle decorate facciate rosse di Mitla alle strane teste olmeche di Veracruz.
Il Messico é un  paese ricco di contraddizioni, dove la bellezza convive con la povertà e la magia mistica dei ruderi precolombiani con la violenza delle strade dei quartieri di periferia.

Città del Messico – fondata dagli spagnoli nel 1521 – é colorata, colta, rumorosa, inquinata e affascinante. Una delle più grandi città del mondo. Ciudad de México, Distrito Federal o DF, come viene chiamata, merita di essere visitata partendo dalle zone esterne per arrivare lentamente al centro storico. Da non perdere la zona di Coyoacán, con viali alberati, caffè all’aperto e le case-museo di Diego Riviera, Leon Trotsky e Frida Kalho.
Alloggiate all’Hotel de Cortés, un tempo ospizio per pellegrini, oggi albergo con lussuose camere disposte attorno ad un grazioso patio circolare di fine Settecento www.boutiquehoteldecortes.com.
Il centro storico, chiamato Zócalo, prende vita da Plaza de la Constitucion, la quarta piazza più grande del mondo. Sulla piazza si affaccia la Cattedrale, la più grande e antica dell’America Latina. Sempre sulla piazza, il Palacio Nacional, costruito sulle fondamenta del palazzo di Moctezuma, in seguito residenza dei viceré spagnoli, oggi ospita gli uffici del Presidente (al suo interno sono conservati gli affreschi più belli di Diego Rivera). Altro primato messicano, il Mercado Merced, il più grande delle Americhe e vecchio di 400 anni – i coloratissimi mercati e negozi di artigianato sono infatti tra le mete principali di chiunque visiti il Messico.

Per non parlare, poi, dei luoghi d’interesse vicini a Città del Messico come Teotihuacán, uno dei siti archeologici più maestosi al mondo. Per goderne la grandezza, un consiglio é quello di arrivare presto, quando il Viale dei Morti, tra le Piramidi del Sole e della Luna, é ancora deserto: dalla sommità delle piramidi lo spettacolo é magico. All’interno del Paese svettano i vulcani della Sierra Madre che, con le cime del Pico de Orizab, del Popocatépetl e dell’Iztaccìhautl superano ampiamente i cinque mila metri di quota. Seguendo il percorso della Sierra, si giunge in due località particolarmente affascinanti: Oaxaca, vivace città coloniale, e Palenque, un meraviglioso sito archeologico immerso nel verde rigoglioso della foresta tropicale. Da Palenque in breve tempo si può raggiungere un’altra regione ricca di fascino e belle spiagge: la penisola dello Yucatàn e il suo simbolo: Cancún. La penisola é piuttosto ampia e consente di godere del mare dei Caraibi anche agli amanti della solitudine e del silenzio.
Scendendo lungo la costa pacifica si incontrano località di mare come Mazalan, Puerto Vallarta (con spiagge bianchissime), e la celeberrima Acapulco, in magnifica posizione con le rocce a strapiombo sul mare dove danno spettacolo coraggiosi tuffatori.

Dove mangiare: La cucina messicana é famosa per i suoi gusti intensi, le decorazioni colorate e la gran varietà di spezie. E’ figlia dell’incontro tra la tradizione atzeca e maya (basata principalmente su mais, peperoncini, cacao, pomodori, vaniglia, papaia, fagioli, patate dolci, arachidi e tacchino) e la cucina dei conquistadores spagnoli. Il totopo, una tortilla di mais salata e cotta in forno a legna, é un esempio perfetto di questo connubio e ricordatevi che i celebri burritos, i tacos e la salsa guacamole, spesso associai come piatti tipici della cucina messicana, sono invece caratteristi dello stato USA del Nuovo Messico.
Provate La Casa de las Sirenas (Centro Histórico – República de Guatemala, 32), nascosta in una casa del Seicento,  serve ottima alta cocina mexicana. Le vostra cena in terrazza potrebbe iniziare con funghi con chipotle, seguiti da un succulento branzino al sesamo e flan de elote per dessert accompagnato, come di consueto, da un’ottima tequila: il sottostante Salones Tequila ne serve almeno 180 tipi oppure prenotate un tavolo alla Hostería Santo Domingo (Domínguez 72), un ristorante molto rinomato (ma non troppo turistico) che serve i classici della cucina messicana sin dal 1860 ed ha un’atmosfera allegra, ravvivata dalla musica da camera. E’ famoso per i suoi enormi chiles en nogada (perperoni verdi farciti in salsa di noci), una specialità consumata in occasione della Festa dell’Indipendenza e qui servita per tutto l’anno.

Grazie quindi alle innumerevoli attrattive, città e tradizioni culinarie che si intersecano da anni e anni, un viaggio in Messico é sicuramente un’esperienza di vita che non si dimentica mai.

Giulia Giorgi

Credits Ricardo Espinosa REO/CPTM
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