Arte

Il 2050 a Palazzo Reale: l’arte racconta il mondo del futuro

Rita Cotilli
14 maggio 2016
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David La Chapelle_Gas Shell, 2012 Credits: © David LaChapelle Studio, courtesy Jablonka Maruani Mercier Gallery

Se è vero che non è dato di conoscere ciò che accadrà nel futuro, è però possibile farsene un’idea attraverso le opere di 46 artisti internazionali esposte a Palazzo Reale a Milano fino al prossimo 29 maggio.

Il titolo della mostra, “2050. Breve storia del futuro”, si ispira all’omonimo saggio di Jacques Attali, pubblicato nel 2006 e rieditato nel 2016. Si tratta di 50 lavori tra dipinti, sculture, foto, video e installazioni  che affrontano tematiche attuali come i conflitti globali, le disuguaglianze socio-economiche, i problemi ambientali e le mutazioni genetiche, immaginando possibili scenari venturi.

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Tracey Snelling, Mexicalichina, 2011 Credits: Tracey Snelling

L’evento, promosso e prodotto dal Comune di Milano, Palazzo Reale e la casa editrice Electa, si inserisce nel programma “Ritorni al futuro”,  il palinsesto culturale per la primavera milanese, che ha come obiettivo il confronto tra la visone futuristica nell’arte di oggi e quella espressa dalla creatività del passato.

I curatori della mostra, Pierre-Yves Desaive e Jennifer Beauloye, hanno suddiviso il percorso espositivo in otto diverse sezioni, che riprendono le tematiche affrontate negli scritti di Attali. Tutto ha inizio nella Los Angeles degli anni ’80, terra natia del microprocessore, la cui comparsa segna l’inizio di una nuova epoca per l’umanità.

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Little Sun, Little Sun in 2 minutes, 2012 Credits: Little Sun

Segue poi il declino della società americana e del sistema capitalistico occidentale, rappresentato dagli attentati dell’11 settembre 2001 e dai conseguenti sconvolgimenti su scala internazionale. È la fase dell’“iperimpero” , dove regnano le disuguaglianze economiche e tutto diventa commercializzabile, compreso il tempo.

Il progresso deve fare, però, i conti con la crescita esponenziale della popolazione, il sovraconsumo, lo sfruttamento delle risorse naturali e l’inquinamento. Tali condizioni, aggravate da ideologie religiose distorte e dal facile accesso alle armi di distruzione di massa, porteranno all’ “iperconflitto” , nel quale gli stati e le entità non statali si distruggeranno a vicenda. Se l’umanità sopravvivrà a tale evento, potrà allora nascere l’“iperdemocrazia”, un nuovo ordine mondiale basato sull’altruismo.

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Van Tran – Rainbow herbicide, 2014 Credits: Van Tran

Il 2050, una data che nell’immaginario ha da sempre rappresentato un domani lontano e intangibile, diviene quindi il termine entro il quale proiettare le azioni presenti, per evitare che le conseguenze descritte artisticamente da queste opere diventino ineluttabili profezie. Come affermava, infatti,  il giovane Mattie  JT Stepanek  “anche se il futuro sembra lontano, in realtà comincia proprio adesso”.

2050. Breve storia del futuro 23 marzo/29 maggio 2016
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12 Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì,venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)


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