Fitness & Wellness

Il benessere parte dal cuore: il cardiofrequenzimetro

Alessio Rinelli
10 giugno 2013

Nei primi anni ’80, quando si iniziò ad utilizzare questi dispositivi per monitorare e migliorare la performance sportiva, la strumentazione era piuttosto ingombrante e molto costosa. Oggi in commercio si possono trovare numerose tipologie di cardiofrequenzimetri dal peso e dal costo contenuto. Alcuni modelli sono in grado di offrire un’ampia gamma di funzioni, come il contapassi, il consumo calorico e di ossigeno, la velocità, l’altimetro, i tempi parziali ecc. I modelli più evoluti consentono di scaricare i dati del proprio allenamento su personal computer e di elaborare grafici e statistiche dettagliate sull’andamento della performance. Spesso l’eccessivo numero di funzioni rende lo strumento di difficile utilizzazione.
Il cardiofrequenzimetro è un semplice dispositivo in grado di rilevare istantaneamente la frequenza cardiaca, un parametro che sta ad indicare il numero di battiti che il cuore compie in un minuto.
Grazie ad un semplice sensore posto all’interno di una fascia toracica il cardiofrequenzimetro trasmette dei segnali elettromagnetici che verranno opportunamente codificati ed elaborati da un orologio ricevitore.
Il ricevitore da polso è il vero cuore del cardiofrequenzimetro. Al suo interno è presente un software più o meno complesso in grado di ricevere ed elaborare gli impulsi trasmessi dalla fascia toracica.

Il cardiofrequenzimetro e la frequenza cardiaca
Il parametro della frequenza cardiaca è in stretta relazione con l’intensità dell’esercizio. Durante uno sforzo fisico, per permettere un maggiore apporto di nutrienti e di ossigeno ai muscoli le pulsazioni del cuore aumentano. Tanto più lo sforzo è intenso, tanto più le pulsazioni salgono. Tuttavia esiste un limite oltre al quale le pulsazioni del cuore non possono aumentare ulteriormente. Si parla in questo caso di frequenza cardiaca massima, FCMAX. Sebbene tale parametro sia fisiologico e variabile da individuo a individuo, esiste una formula in grado di calcolare la frequenza cardiaca massima teorica di un atleta. La scoperta di tale formula risale ad oltre 30 anni fa e mette in relazione la Fc con l’età del soggetto secondo la regola di KORVONEN (dal nome dello studioso finlandese che per primo la elaborò) : FcMax = 220 – età . In base a tali parametri un soggetto di 20 anni, avrà, per esempio, una frequenza cardiaca massima pari a 200 bpm (battiti per minuto). Ma attenzione: la precisione è circa dell’80%!

Perché usarlo?
Ottenere il massimo dal proprio allenamento non significa sempre lavorare più velocemente o ad un’intensità più alta. Per migliorare ed ottenere risultati è necessario allenarsi alla giusta intensità. Il cardiofrequenzimetro consente di evitare il rischio di allenamento eccessivo o insufficiente ed effettuare il conteggio di ogni sessione. Utilizzarlo per l’allenamento significa osservare i progressi ed essere motivati ogni volta che ci si allena.