Il Biglietto da Visita: quando e come usarlo?

staff
8 marzo 2012

Il biglietto da visita ha origini antichissime, la sua nascita è da alcuni fatta risalire al 1500, e rappresenta da sempre un simbolo di “presentazione della persona” che conserva ancor’oggi un suo fascino. Il cartoncino personale rimane un mezzo utile per fornire i propri dati nei rapporti di lavoro, di conoscenza o per accompagnare un semplice pensiero.
Ognuno può decidere di creare da solo il proprio biglietto da visita. In commercio ne esistono di vari tipi, dai più bizzarri ai modelli più classici, ma secondo il Galateo il giusto biglietto dovrebbe sempre essere sobrio, senza caratteri tipografici particolari e mai stampato su cartoncini colorati. L’ideale è scegliere un cartoncino bianco con caratteri in corsivo inglese o in stampatello nei toni del nero, ma se decidete di optare per caratteri e decorazioni diverse, non dimenticate il buon gusto. È bene ricordare che il biglietto da visita può essere diverso in base all’uso che si desidera farne: professionale, personale, di coppia, ognuno di questi biglietti parla di voi agli altri. Ecco alcuni esempi da seguire:
Nell’uso professionale: s’indicano al centro del cartoncino nome, cognome, professione. In basso a destra, invece, codice fiscale e partita IVA. Infine, a sinistra, indirizzo, e-mail, recapito telefonico e fax.
Nell’uso personale: al centro vanno indicati solo nome e cognome e, per le Signore, il cognome da sposata seguito da quello da nubile.
Nell’uso di coppia: al centro i nomi dei coniugi seguiti dal cognome del marito. In alto a sinistra, se si desidera, indirizzo e numero di telefono.
Quando? Solitamente il biglietto da visita accompagna regali, ringraziamenti, ricorrenze, congratulazioni e condoglianze. L’importante è usare un linguaggio chiaro, con tono amichevole, mai banale e mai retorico.

 

Eleonora Miucci