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Il calcio torna in Coppa, rischia solo la Juve

Riccardo Signori
13 febbraio 2017

Massimiliano Allegri

Il campionato italiano torna in Europa con due capocannonieri, Dzeko e Higuain, ad alta affidabilità (18 gol a testa) ed un terzo goleador per caso: Mertens. La Fiorentina si affiderà al duo Bernardeschi-Kalinic che, insieme, hanno realizzato 20 gol. Insomma in quanto a bomber, niente male. Per il resto si vedrà.
Napoli, Roma e Fiorentina entreranno in campo questa settimana, la Juve ricomincerà sette giorni più tardi. L’ultimo rendiconto della serie A dice che le nostre formazioni hanno messo a punto i cannoni e qualcuna anche il gioco. Ma ora comincia il bello o il brutto, a seconda dei punti di vista.
Riassumiamo: il Napoli incontrerà il Real Madrid in Spagna, la Fiorentina andrà in Germania contro il Borussia M. e la Roma andrà a far visita al Villareal. Poi toccherà alla Juve con il Porto.
Esame per tutte? Per qualcuna di più. Ovvero:c’è una sola squadra che rischia tutto e si chiama Juventus. Dopo un campionato ancora una volta a tutto sprint, dopo le immancabili polemiche arbitrali legate alla partita con l’Inter e alle sviste dell’arbitro Rizzoli, la Juve tien botta per entrar nella legenda del campionato e arrivare al sesto titolo di fila, ma se fallirà in Europa che dire? La Signora non se lo può permettere. Si può uscire in semifinale di Champions, non certo ai sedicesimi.
Ecco, in un certo senso rischia solo e soltanto la Juve. Il Napoli si potrà permettere qualunque risultato con il Real, non sarà certo una eliminazione contro gli spagnoli ad intaccare la logica della sua stagione. Un successo sarebbe esaltante, una sconfitta nella conta dei pronostici. Roma e Fiorentina sono legate, soprattutto, alla bella faccia del loro campionato: la squadra di Spalletti è sulla via per regalarsi un buon cammino fino al termine, quella di Sousa resta figlia della sua immaturità storica. Se entrambe eviteranno figuracce europee, sarà già un buon traguardo.

Gonzalo Higuain

Invece in mano alla Juve c’è il cerino che rischia di essere corto. Higuain è stato acquistato per segnare tanto, d’accordo, ma a lui è chiesto un supporto adeguato in Europa più che in Italia. È il momento di mostrar la faccia del bomber internazionale. Ci sono ragioni che permettono ottimismo sulla squadra. Ma contro il Porto non sarà concesso alcun passo falso: in altro caso la stagione avrebbe un effetto fallimentare. Non si può dominare in Italia ed acchiappar farfalle in Champions. Lo dice la storia del nostro calcio. E, in realtà, la Juve  non solo nell’ultima decade, ma nei decenni, ha sempre mostrato il punto debole in Europa.
Max Allegri ha rigenerato la squadra nel gioco, la difesa ha ritrovato solidità anche se gli infortuni fisici cominciano a farsi frequenti. La debolezza del centrocampo resta l’interrogativo sul valore della Juve. La novità tattica imposta da Allegri chiama in campo tutti i giocatori più bravi. Concetto moderno e realistico. Ovvio il ragionamento: se sono debole a centrocampo, proviamo a creare forza dove siamo più forti e quindi una Juve a trazione anteriore. Ed infatti oggi più che mai sembra di rivedere in Higuain la carica agonistica che aveva Carlos Tevez. Mandzukic ha ripercorso la strada che Mourinho indicò ad Eto’o per arrivare al Triplete: uomo a tutto campo senza lesinare forze. Dybala non ha ancora imparato la parte e ,forse, non è un caso che l’allenatore non gli faccia mai chiudere le partite. Cuadrado corre e fatica come un cavallino che non si imbizzarrisce mai e i due centrocampisti designati (più Marchisio e Khedira per la Champions, Pjanic in seconda battuta) riescono a compensarsi faticando di meno. Vista così, una soluzione per tutte le apprensioni: si tratti di giocare in campionato o in Champions. Ora la Juve dovrà cominciare a tirare i conti della stagione. Il Porto è una squadra che ti mette comunque in difficoltà, e come tutte le portoghesi conta molto sul possesso palla, sul palleggio, sulla buona predisposizione tattica.
Ecco, allora, tocca all’Italia dimostrare all’Europa che, almeno, nel calcio i conti sono a posto. Tocca alla Juve, supportata dal battutista John Elkann, dimostrare che non è squadra abituata a perdere.


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