Cinema

Il canto dei Miserabili

Giorgio Raulli
1 febbraio 2013

Nella Francia del 1815, il prigioniero Jean Valjean (Hugh Jackman), dopo diciannove anni di lavori forzati, viene rilasciato dall’ispettore Javert (Russell Crowe), il quale tuttavia è convinto che l’uomo resterà per sempre un criminale. Dopo essere stato accolto con generosità dal vescovo di Digne, che gli impedisce di tornare in prigione, Valjean decide di cambiare vita, ma perseguitato da Javert, è costretto di nuovo a scappare portando con sé la piccola orfana Cosette (Amanda Seyfried), di cui si prende cura. Sotto falso nome diventa sindaco di una cittadina di una provincia francese.

Il grande classico della letteratura di Victor Hugo, torna al cinema dopo innumerevoli adattamenti, compresi film TV e sceneggiati, ma questa volta in una delle forme di spettacolo più amate dal pubblico americano: il musical. Da Parigi, dove nacque, a Londra, il musical de “I miserabili” è approdato nel 1987 nei teatri di Broadway conquistando sempre più successo. Come è stato per “Mamma Mia!”, Hollywood non ha resistito nemmeno stavolta alla tentazione di produrre un film-musical del genere.

Il regista Tom Hopper (“Il discorso del re”) ha scelto di rimanere il più possibile fedele alla versione teatrale, rispettandone la classicità e le caratteristiche del genere, lasciando pochissimo spazio a delle pause dialogiche tra un brano e l’altro: un’arma a doppio taglio. Se infatti da una parte è apprezzabile il suo purismo e la sua scelta di evitare soluzioni registiche troppo frenetiche, dall’altra risulta in diverse scene un po’ statico.

Di fronte ad un’opera così densa ed aperta a molteplici piani di lettura come la storia di Victor Hugo, la pellicola non vive solo della spettacolarità ed epicità della trama, ma anche della grandezza dei personaggi, magistralmente interpretati dal cast stellare.
Russell Crowe, seppur non all’altezza dei colleghi dal punto di vista canoro, è perfetto nel ruolo dell’antagonista, mentre confermano la loro poliedricità Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen che interpretano i coniugi senza scrupoli Thénardier, mentre si fa notare Samantha Barks nei panni di Eponine Thénardier, loro figlia.

Di grande impatto la prova di Anne Hathaway nel ruolo di Fantine, una sfortunata ragazza costretta alla prostituzione, un personaggio commovente sostenuto a pieno dal grande talento dell’attrice. La forza di “Les Miserablés” risiede indubbiamente nella trama avvincente e nel talentuoso cast di stelle, un binomio che vale ben 8 nominations agli Oscar 2013.

Giorgio Raulli


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