Cinema

Il cavaliere oscuro tramonta

staff
31 agosto 2012

Dopo 8 anni, Gotham è finalmente una città senza criminalità. Ma anche senza Batman, che si è addossato la colpa della morte di Harvey Dent; parimenti, anche Bruce Wayne (Christian Bale) sparisce dalla vita sociale, diventando un po’ un eremita nella sua stessa villa. Ma a malincuore è costretto a rivestire i panni dell’Uomo Pipistrello, spinto dall’arrivo dell’abile ladra Selina Kyle (Anne Hathaway) e del terrorista Bane (Tom Hardy), deciso a distruggere la città.

I fan di Catwoman non saranno delusi dalla performance di Anne Hathaway, che non fa rimpiangere, o quasi, Michelle Pfeiffer (“Batman – Il ritorno” di Tim Burton); molto attratta da Bruce Wayne, dovrà dividerlo con la filantropa ambientalista Miranda Tate (Marion Cotillard). Se pensate alla sequenze d’azione e all’umorismo, seppur velato, dei film precedenti, avrete da restare sorpresi: stavolta ci troviamo di fronte a un vero dramma, con un cattivo, Bane (tradotto con Flagello dai fumetti italiani), che per nostra fortuna non ha nulla a che fare con il muscoloso e ridicolo tirapiedi di Poison Ivy nel film del ’97 “Batman & Robin”. Tom Hardy dà una grande prova attoriale, resa più che bene dal doppiaggio italiano di Filippo Timi. Batman, l’emblema delle tenebre, del mistero, ha incontrato un avversario che è letteralmente cresciuto nell’ombra, utilizza una maschera per sopravvivere, e possiede anch’egli grande forza fisica. La loro resa dei conti è una battaglia immobile tra due energie affini, segno che l’intera pellicola è un climax degno di un poema epico; unico rammarico è la mancanza di Joker che si fa sentire non poco, inutile nasconderlo.

C’è molto da raccontare in questo film e se Nolan fa del suo meglio per essere conciso nel narrarci la storia, non riesce a raggiungere la perfetta linearità e chiarezza dei primi due film. L’assenza del 3D e la grande spettacolarità delle immagini a cui il regista ci ha abituato non possono che essere una valore aggiunto per “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”. La trilogia di Nolan ha voluto insegnarci che in fondo il destino del mondo non è al di là del controllo degli uomini, come accade invece in qualunque altra opera di supereroi: come ne “Il Cavaliere Oscuro” il vero eroe è l’uomo sul traghetto che ha lanciato il detonatore in mare, così in questo capitolo finale sono uomini normali – come il commissario Gordon (Gary Oldman), Lucius Fox (Morgan Freeman) o il poliziotto John Blake (Joseph Gordon-Levitt) – a risultare valorosi e preziosi per il futuro di Gotham City, tanto quanto lo stanco Batman. Alcuni hanno lodato Nolan per aver portato maturità in questo genere cinematografico, altri credono che avrebbe dovuto fare un semplice film-fumetto. Comunque la pensiate, il cinema dei paladini mascherati non potrà più essere lo stesso.

 

Giorgio Raulli


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