Cinema

Il cielo cade su James Bond

Giorgio Raulli
2 novembre 2012

Dopo il fallimento di un’operazione ad Istanbul, l’agente 007 (Daniel Craig) viene ritenuto morto. Nel frattempo le identità di tutti gli agenti operativi del Servizio Segreto inglese vengono rese pubbliche a causa di una fuga di notizie on-line. A risponderne, il governo chiama M (Judi Dench): la donna incarica James Bond, che è riuscito a salvarsi, di rintracciare il pericoloso criminale Raoul Silva (Javier Bardem), con il quale ha una questione personale aperta. M nasconde dei segreti sul suo passato e Bond vedrà la sua fiducia messa a dura prova.

Quest’anno James Bond ha compiuto cinquant’anni di storia cinematografica e li festeggia con il 23º film del canone ufficiale, rivivendo un po’ tutte quelle che sono state le personalità e le vicende dei Bond precedenti: il regista Sam Mendes (premio oscar per “American Beauty”) non nasconde certo di essere un fan della serie di 007, inserendo nel film dei rimandi al passato, come la storica Aston Martin dei tempi di Sean Connery; non sono pochi infatti gli elementi che riavvicinano questo film alla tradizione precedente rispetto ai recenti “Casino Royale” e “Quantum of Solace”: la tipica sequenza dell’inseguimento ad Istanbul apre la strada a dei titoli di testa che (finalmente) ricordano i vecchi successi che hanno caratterizzato da sempre questa saga; la canzone di Adele infatti, seppur non originalissima, quantomeno ha un ritornello che resta impresso nella mente, e il brano si appoggia al celeberrimo tema musicale di Monty Norman, cosa che non accadeva da parecchio tempo.

Anche il tema del “ritorno dalla morte” è un classico per 007, fin da “Si vive solo due volte”, segno che probabilmente questo film vuole consacrare una delle tante rinascite che il personaggio di James Bond ha affrontato in questo mezzo secolo. Mendes decide di perseguire la linea rivoluzionaria di uno 007 cupo e introverso, strategia che da tempo divide i fan della serie unitamente alla scelta di Daniel Craig nei panni dell’agente segreto.

In fin dei conti, ci troviamo di fronte a una pellicola con un buon cast (c’è anche Ralph Fiennes), una trama ben strutturata e azione; nonostante un film su James Bond ricada inevitabilmente su se stesso e sulla mitologia che ne è nata fin dal primo capitolo, per lo meno “007 – Skyfall” permette nel 2012 a James Bond di tornare a vivere ancora.

Giorgio Raulli


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