Advertisement
Arte

Il Cinquecento rivive a Milano con Arcimboldo e San Carlo

staff
16 luglio 2011


“Quando si fugge e ci si lascia tutto alle spalle, l’unico tesoro che possiamo portare con noi è la memoria. Memoria delle nostre origini, delle nostre radici, della nostra storia ancestrale. Solo la memoria può consentirci di rinascere, dal nulla. Non importa dove, non importa quando, ma se conserveremo il ricordo della nostra passata grandezza e dei motivi per cui l’abbiamo perduta, noi risorgeremo.”
(Valerio Massimo Manfredi – L’Ultima Legione)
L’importanza della memoria nel consolidamento dell’identità individuale e collettiva dovrebbe essere un dato acquisito. “Dovrebbe” in quanto tuttora si presentano episodi che segnalano uno sconcertante grado di ignoranza e disinteresse nei confronti di uno dei patrimoni storici più affascinanti del globo, quello italiano.
In questo senso, per di più nell’anno del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, è interessante rivolgere uno sguardo, anche artistico, alla tradizione su cui si fonda la civiltà contemporanea.
É sotto questo profilo che assume notevole importanza culturale la mostra “Memorie di Milano. Da Arcimboldo a San Carlo nei libri e nelle stampe”. Aperta giovedì 5 maggio, l’esposizione, organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato in collaborazione con il Comune di Milano e l’assessorato alla Cultura, sarà allestita sino al 23 ottobre con ingresso libero. Spunto per l’organizzazione della mostra è stata l’esposizione allestita fino al 22 maggio a Palazzo Reale sul tema “Arcimboldo – Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio”.
Esponente milanese, ma di fama internazionale, del Manierismo, intellettuale intimamente influenzato dalla cultura filosofica ed artistica europea ed interprete del sapere magico-cabalistico del XVI secolo, l’Arcimboldo fu un attento spettatore di una Milano in trasformazione.
La mostra bibliografica “Memorie di Milano” ricostruisce efficacemente – mediante libri, stampe ed alcuni dipinti di artisti del periodo – il contesto storico e letterario in cui il pittore milanese nacque e si formò. Si mostra così al visitatore una città poliedrica che, esausta dopo trent’anni di guerre e carestie, vuole risollevare la testa, recuperare almeno parzialmente il vecchio splendore, riqualificarsi come la città capace di fornire il lusso in tutta Europa.
È anche la città che, crocevia di esperienze culturali provenienti da tutto il Vecchio Mondo, è capace di elaborare nuovi pensieri, stimolare nuovi studi e progredire nel campo delle arti; tale crogiuolo è segnato dal mescolarsi di Umanesimo e Controriforma, tanto che la sperimentazione diviene forza vivificante e il segno distintivo dell’intera società.
É sempre a Milano che si assiste alla nascita di quelle attività assistenziali, caritatevoli ed educative che sotto il patrocinio di San Carlo anticipano la peculiarità della città odierna, vera capitale italiana del volontariato.
Nella mostra viene esposta una settantina di libri conservati presso la Biblioteca di via Senato. Sono presenti inoltre mappe e grida (editti e avvisi che le autorità facevano gridare pubblicamente dai banditori) provenienti dall’Archivio di Stato di Milano, due stemmi della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano che permettono di confrontare la facciata di inizio Cinquecento con quella disegnata e mai realizzata da Pellegrino Tibaldi, un grande dipinto di Fede Galizia che ritrae San Carlo Borromeo in processione con il Santo Chiodo, due dipinti attribuiti al Sebastianone che rendono bene alcune scene di vita cittadina sotto il dominio spagnolo. Completano la mostra due video curati dal critico d’arte Philippe Daverio.

 

Luca Siniscalco


Per maggiori informazioni:
Fondazione Biblioteca di via Senato
telefono 02 76215323 – 314 – 318
www.bibliotecadiviasenato.it


Potrebbe interessarti anche