Letteratura

“Il colpevole”: molte sfumature di thriller

staff
25 novembre 2012

Lisa Ballantyne è praticamente un’esordiente. Trentasette anni, Docente all’università di Glasgow, l’autrice de “Il Colpevole” si presenta per la prima volta al grande pubblico con un travolgente thriller psicologico. Presentato in anteprima alla fiera di Francoforte e già conteso da tutte le più importanti e prestigiose case editrici, questo romanzo rappresenta uno spaccato della nostra società, un libro che va oltre le banali considerazioni tra bene e male, e mette in dubbio tutto ciò che è legato all’essere umano. Un elogio del relativismo, inteso come impotenza della ragione umana di fronte all’ incapacità di creare nessi logici o essere in grado di formulare un giudizio valido per sempre.

La storia è quella di Seb, ragazzo di “buona famiglia” accusato di aver ucciso il suo compagno di giochi. A difenderlo dalle accuse sarà Daniel, avvocato specializzato in casi che coinvolgono minori; si troverà di fronte ad un percorso ad ostacoli, fatto di dubbi, mistero, interrogativi morali. Del resto, come riuscire a difendere un ragazzo per cui è davvero arduo provare empatia? Quella strana aria impudente cela una totale assenza di malizia o è frutto della straordinaria lucidità di un assassino poco più che bambino? Inizia così un viaggio a ritroso nel tempo, nelle memorie di un passato che sembrava dimenticato, alla ricerca degli stati d’animo e delle sensazioni che solo un bambino di undici anni può vivere: ne emerge un romanzo parallelo, esperienze diverse che corrono intrecciandosi sugli interscambi della vita. Alla presente condizione del piccolo Seb, si contrappone il flashback di Daniel che accompagnerà il lettore per tutto il racconto: una parabola dall’infanzia difficile, verso un riscatto raggiunto per vie tortuose.

Due percorsi che si fondono e confondono; l’escamotage strutturale, che potrebbe rivelarsi in alcuni casi troppo forzato e artificioso, è dissimulato all’interno di un’architettura narrativa che non lascia scampo, in cui forma e contenuto si legano indissolubilmente. Una volta iniziata la lettura diviene quasi impossibile interromperla. Siamo di fronte ad un racconto che scuote e scruta, che non indaga solo sul fatto di cronaca; l’autrice, implicitamente, pone delle domande sul nostro essere umani, cioè animali pensanti incapaci di preservare qualsiasi verità da un comodo immobilismo.

Alessandro Giuliano

“Il colpevole” di Lisa Ballantyne, traduzione di Giovanna Scocchera, Giano Editore, pp. 446.


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